sabato 22 aprile 2017

Altro giro di giostra



E' fatta anche questa e lo scrivo davvero non con sollievo, tutto al contrario, con sofferenza, non di quelle quasi finte, esagerate, ma una sofferenza intima, silenziosa, da "Signore come era suo costume", come ha ben descritto un mio caro amico, anche lui suo allievo, anzi, forse uno degli allievi se non il primo, veri, del nostro Maestro: Roberto!
E' fatta perché a questo traguardo arriviamo tutti, chi prima e chi dopo, maè l'unica vera certezza della nostra esistenza.
Lo sapevo, me lo sentivo, non ci voleva un profeta o un oracolo, stava arrivando: l'epilogo.
L'avevo sentito per telefono, o "per BF", come usa dire fra noi, Radioamatori, non di quelli che ora usano comprare e utilizzare apparati fatti da altri, bensì di quelli che si sono formati in tempi diversi
Non migliori né peggiori, ma di sicuro diversi.

Non è questo quello che rimane. 

Rimane, invece, un mazzo di ricordi e di sostanza, rimane la mia stessa esistenza professionale, e chi sa anche di uomo, perché Roberto, senza certo volerlo, senza credo saperlo, o non so se poi veramente senza..., di sicuro, ha lasciato un impronta su di me, sul mio essere e crescere, e quindi anche su quel che ora sono.


Arrivai da lui a Via Novara, di fronte alla Biblioteca Comunale dove avevo conosciuto o avrei conosciuto,  il  Radio-Libro del Ravalico, come anche i libri di Solgenitsin. 
Avevo 15 anni! Era il 1971! 
Una vita fa!

Avevo un VFO Geloso G4/102 che non riuscivo a far funzionare. Era il partitore resistivo, che distribuisce le varie tensioni, e che avevo sbagliato credo solo in alcune saldature, tant'è che in 10' Lui lo sistemò,  appunto, rifacendo alcune saldature. 
Non c'era niente di rotto.
UNA COSA però imparai da subito (e ne sarebbero seguite miliardi): prima controllare, ragionare, rivedere, rileggere, RAGIONARE, usare la testa, e POI, DOPO, accendere e provare.
E se hai ragionato bene, in generale funziona.

Quella lezione, apparentemente ovvia e banale eppure preziosa come un diamante, mi ha lasciato un impronta di fuoco, come "la mano del diavolo" alla Montagna Spaccata a Gaeta.

Usare la testa, ragionare, usare ciò che ci è stato donato!

Roberto mi diede anche un'altra lezione che sarebbe stata una delle altre poche basilari: non volle nulla
Ham Spirit! 
Quello vero!
Aveva davanti 'sto ragazzino quasi coi pantaloni corti, che però aveva una voglia matta di imparare, e costruire e che non aveva ovviamente soldi, e l'Ham Spirit era più che spontaneo!
Roberto mi mostrò qualcosa di ciò che aveva fatto lui, e per me fu come stare al centro della Nasa a Houston! Ed era fatto tutto da lui, con le sue mani!

Seguirono anni, ma da quel giorno io decisi che avrei seguito quella strada!

Quello determinò la mia vita. Ero studente della IV ginnasio al Liceo Giulio cesare, poco lontano da casa sua, a Corso Trieste, ma dentro decisi che sarei andato a fare Ingegneria! ..Elettronica!

E così fu!

Gli anni seguirono , io davo sempre del "Lei" a lui, al Maestro, a quel faro irraggiungibile eppure così semplice e "normale" che non riuscivo proprio a dargli del "tu". Sarei stato a disagio in radio a dargli del tu.
Lui insisteva, dovevo riuscirci, poi rinunciò, per il momento, con la pazienza di saper aspettare.


Poi dopo il 1981, quando mi laureai me lo disse: "Ora sei ingegnere anche tu, ora mi devi dare del tu!"
Ma io manco per sogno, lui era Lui, era irraggiungibile, io ero laureato, ma lui era Ingegnere, troppo ....per dargli del tu.

Passarono tanti anni e costruii tante cose, costruii me stesso e la mia branca, la ricezione (a stato solido) e i problemi dei ricevitori, che mi appassionò nel periodo 1975 -1995, complici letture e studi su riviste come "CQ Magazine", Radio Rivista dell'epoca (non davvero quelle seguenti), QST, Radio Amateur's Handbook a il libro "Low Band antennas" di ON4UN e tanti altri come "Solid State Design for Amateur Radio" e così via.

Roberto era là, ci si vedeva e sentiva, quando avevo uno scoglio c'era lui!


Poi arrivò un giorno in cui ebbe lui bisogno di me. 
CHIESE, mi telefonò a casa. 
Dio aveva bussato alla mia porta e mi chiedeva un aiuto.
Fu una svolta: capii che avevo anche io qualcosa da donargli, da dare a lui per restituire quei doni preziosi che avevo ricevuto e se non ricambiare in pieno, per lo meno, esercitare la  gratitudine.

Forse allora, verso il 1985/90 riuscii ad iniziare a dargli del "tu".

E poi la vita continuò, ma l'impronta rimase e rimane anche oggi.

Oggi non concepisco di avere un apparato in cui non possa mettere almeno le mani se fatto da altri. Quelli in cui non riuscivo a farlo li ho dati via, nell'incredulità e nelle rimostranze di chi ho vicino, come radioamatori, ma io so il perché.
Oggi ho acquisito una pazienza che ricordo nel rifare anche mille volte un gesto o una misura o nell'avvitare una vita che cade, che avevo imparato dal rubare con gli occhi da quella continua Università di vita che era I0BLA.

Abbiamo anche passato del tempo solo a parlare, seduti davanti alle sue radio, ma senza avere problemi elettronici da risolvere, solo per il piacere di discorrere e scambiarci idee, opinioni, qualcosa che fra umani è importante, scambiarci Amicizia, rispetto, stima, valori e non cose materiali.

Roberto è rimasto ed è Il Riferimento del mio essere Radioamatore e anche ingegnere, ed io sono grato alla Vita o chi per lei, per avere avuto questo immenso dono prezioso, qualcosa di incomparabile.

Circa due  anni fa mi capitò di avere un intenso scambio prima di email, poi di telefonate, poi di amicizia, con Adolfo IK1DQW, che guarda caso mi dava del "lei" e addirittura mi chiamava "ingegnere". Per lui era normale dopo una vita trascorsa in ambiti industriali, ed io mi sentivo indegno e a disagio, forse come era stato a suo tempo per il BLA.
E dentro me sorridevo nell'ossevare come la vita è veramente una giostra, come scriveva Terzani.

Bla è passato sulla terra, per me e per il mio amico Carlo, I0DXX che era di due  anni più giovane di me e che quando veniva anche lui dal BLA, Roberto era scherzosamente ma affettuosamente: "Dinamite BLA"....


E lo dicevamo con un affetto che mai avrebbe voluto mancargli di rispetto e mai lo ha fatto.
Dinamite Bla era per noi la via, la luce, tutte quelle cose che poi, nel resto della tua vita rimangono scolpite.
Il mio amico Joe, citato all'inizio parla di "secondo padre", l'immagine calza molto.  Credo che noi umani tentiamo sempre (e cito ancora Terzani) di usare le parole per descrivere sentimenti e cose  non materiali e non riusciamo mai a trovare, appunto, le parolee giuste, non troppo. Perché le parole non ci sono, non si più ridurre un sentimento solo a parole, a una descrizone, il sentimento, il cuore, quello che viviamo, è molto, molto più...diverso...

BLA è BLA!  BLA non "è stato" lo è ancora e lo sarà in noi, in Joe, in Fab, in tutti quelli che hanno avuto a che fare "in un certo modo" col BLA, lo sarà in me. Ognuno porta la sua parte, la sua immagine, il suo ologramma del BLA e questo, commuove anche nello  scriverlo, ma è un dono immenso, direi UNICO. 
Avere questa percezione è una grande fortuna, non un merito: io ho solo messo parole in fila.

AR SK

domenica 16 aprile 2017

MRD =Maritime Radio Day

Si è svolto ieri il MRD 2017. Me n'ero dimenticato, erano diversi anni che avrei voluto partecipare, ma mai avevo organizzato con un minimo di serietà. Poi l'altra sera l'amico Nino IZ7DJR ex I7ZCZ mi manda un messaggio su WA: "MRD" vai a vedere....e mi rammenta il tutto!

La cosa mi piace, perché è un'occasione per stare on air ricordando l'attività dei vari Radio Officers, nella ricorrenza dell'affondamento del Titanic.
Ci si dà appuntamento fra ex naval e simpatizzanti, in aria, per 36 ore, e ci si collega, si scambiano messaggi, ci si ritrova fra amici ed i rapporti sono QSA e QRK oltre il nome dell'operatore.

Ho ascoltato bug manipolati da esperti, ho ascoltato ex stazioni costiere come Roma Radio o genova Radio, o stazioni a bordo di navi - museo ancorate in qualche porto o su qualche canale.
Insomma è stata una immersione in un passato romanticamente da me sempre ammirato e ascoltato, in un pezzo di storia della radio da cui proviene molto di ciò che vivo, il CW e certe procedure; un mondo che ho sempre ammirato non facendone parte, ma rispettandolo e da questo apprendendo e imparando.

E' stata l'occasione per andarmi a ricercare i pezzi su Youtube registrati in occasione della Night of the nights, l'ultima emissione radio ufficiale da KPH, la stazione costiera a Nord di San Francisco, emissione effettuata da una operatrice speciale: DA = Denice Stoops ed ammirare ancora una volta la sua capacità di manipolare col  bug.

E purtroppo la memoria è riandata a quel di cui ho già scritto, l'affondamento o comunque l'arenata di un vascello di casa nostra che non è la Costa Concordia.
Osservando quel che gli Americani fanno per conservare la memoria e il patrimonio culturale per esempio di KPH, mi tornano davanti le faide e le diatribe lette per mesi sulla newsletter del nostrano Club Navale. Mi vengono in mente le parole di promessa di chiarimenti del "capitano" che per Pasqua ha solo saputo fare semplici e normali e banali auguri, mentre forse era l'occasione per dire qualcos'altro.

E allora torna la amara considerazione che non sappiamo dar valore e quindi  conservare quel che abbiamo di bello, si vede dal patrimonio artistico italiano, e come ci si meraviglia che accada anche in radio, l'attività degli ex RO (Radio Officers), i radioamatori, con l'ARI, ed altro come il CW.
A tal proposito altro "capitano", quello ufficiale dell'Associazione, a mia richiesta di aiuto e intervento proprio dell'Associazione in difesa delle bande CW e della loro preservazione, mi "ha mandato a riferire" che con chi non è socio ARI lui non parlerà....




Con questi capitani si va soltanto a frantumarsi sulle scogliere.

O tempora o mores ....





sabato 15 aprile 2017

C'era una violta l'Inorc ....

Quello che segue mi è stato ispirato da certe (credo assai dolorose) decisioni prese da un OM: Lino Pappalardo, IZ0DDD.

 ____________

Posso parlarne senza temnere di incorrere nelle ire, o nei provvedimenti disciplinari di chicchessia perché fino a prova contraria nello Statuto si parla di "comportamenti in frequenza" (art.10) e poi siamo in un Paese libero e ritengo di avere la libertà di parola finché non offenda alcuno o dica falsità, per cui oggi scrivo di Inorc, perché ho un dolore nel cuore dato da quel che ho visto accadere in meno di un anno dal mio rientro, nel giugno/luglio 2016.




Ma torniamo inditero di tanti tanti anni....
E c'è un motivo perché se non si conosce la storia, non si capisce cosa accade oggi o perché certe cose si dicono e si pensano...OGGI.

Ero un ragazzino ancora coi pantaloni corti, andavo a scuola, ero un bravo ragzzino e ogni tanto mi ammalavo, forse anche un po' spesso. Quando mi ammalvo stavo a letto, ed accanto avevo una radio, a valvole ovviamente, erano gli anni fra il 1960 ed il 1970....della Magneti Marelli.
Questa radio, fatta rimettere a posto da mia mamma, perché ricordo di famiglia (forse di periodi anche dolorosi e pericolosi...chi sa) riceveva le Onde Corte e le Onde Medie.
Mentre ero a letto esploravo quella scala dove erano indicate le stazioni emittenti, ne ricordo una per tutte "Monteceneri".
Esplorando ed ascoltando impari a conoscere sulle Onde Corte le stazioni Radio Budapest, Radio Mosca, Radio Bucarest, che trasmettevano settimanalmente per "i radioamatori italiani" in lingua italiana appunto e divenni un appassionato ascoltatore. Negli ascolti, un giorno, sui 12 MHz credo, sentii una .."telefonata". Era una vera telefonata, fatta da uno con una lingua strana, meridionale fors,e molto marcatamente accentato, a casa sua, da una nave. Gradualmente imparai a monitorare quella frequenza e conoscere quella emisione dove ogni tanto accadevano queste cose: si sentivanio telefonate in radio, e negli intervalli quella monotona ripetizione: 
"Qui Roma Radio, servizio radiotelefonico marittimo. Emissione effettuata per la sintonia dei ricevitori di bordo."
Quale emozione e quale grande gioia e scoperta nel sapere che se andavo là ad ascoltare, ogni tanto ...respiravo aria di lontananza, di mare, di avventura, seppure da casa...una sorta di anomalo Gabbiano Jonathna Livingston!

Quella fu la vera scintilla .

Passarono anni e nel 1972 mi affacciai alla CB e tramite essa conobbi colui che rispondeva al nome di Carlo e divenne OM anche lui, anzi mi  fu compagno e collega nello studiare quella strana cosa: la telegrafia! Eravamo all'ARI, era il 1974.

Non avevo soldi, ero studente, di Ingeneria, ma avevo ormai nel DNA una grande Passione: la Radio e per lei il CW!
E allora ecco il VFO Geloso, il G4-102 con cui trasmisi, mandando il segnale direttamente al pigreco e poi su consiglio altrui, per farmi sentire meglio, aggiunsi una 807!


Non conoscevo così  bene il CW da farci QSO veri, a parte 599 e pochio dati che erano sempre gli stessi, ma il fascino, quello rimaneva.

All'ARI, (a Piazzale degli Eroi a Roma), allora, conobbi OM ex Marconisti, o meglio RT, tra cui Luigi I0JGL, e poi Enzo I0VPK e Angelo I0CMG con la figlia.


Nel 1976 o forse 1977 mi fu addiriturra proposto da Luigi I0JGL se volevo imbrarcaami per tutta l'estate, serviva uno che sapesse il CW, ma avevo da studiare, non potevo far perdere soldi a chi con sacrificio mi stava permettendo di studiare e dovetti rinunciare.

Nel 1977 conobbi Giancarlo (alisa Chas) I0XXR che mi fece innamorare di un illustre sconosciuto: il BUG! E per la precisione il Lionel J36!
......

Poi gli anni passarono e si arrivò al 2003, iol CW era sempre la mia passione, ma non riuscivo a ritagliarmi il tempo per impararlo sul serio, ma lentamente facendo pratica e arrancando, mi misi umilmente a stidiarlo, con il PC e con l'ascolto.

Un amico caro: I1BAY mi disse che "dovevo" entrare nell'INORC, perché lo meritavo, e quindi mi fu aperta una porta che avevo sempre pensato impossibile varcare, quella di un Clb che ritenevo (come l'ARI per il radioamatore) il sogno per l'amante del CW.
Fui ammesso, come non Naval, ma ammesso!
Ma la cosa durò poco: problemi personali mi sconvolsero la vita e dopo poco più di un anno, la radio dovette essere messa da parte, eccetto qualche ascolto.
Anche l'INORC.

L'ARI mi provocò un dolore immenso, fui addirittura coinvolto, senza volerlo, nella faida tra le varie fazioni AWX e SNY da una parte ed altri, una masnada di begli individui, dall'altra. Io ingenuo che mi ero prestato pressoché gratis a fare.
Arrivò addirittura una citazione in tribunale: scopersi che l'ARi non era fatta di gente che credeva nel'Ham Spirit, ma da omuncoli che sfogavano là dentro le proprie frustrazioni e che i geniluomini stavano relegati da una parte.
Ne uscii, con dolore, perché si infrangeva un sogno, un miraggio!


Tornai alla Radio vera nel 2012/2013 e dopo che riascoltai per giornate intere bei QSO su 7.025 ad opera di diversi amici, e dopo che anche un caro amicio, Joe IZ0WIT ex I0AWJ fu cooptato nell'INORC, mi venne la voglia di ricercare proprio nell'INORC quello spirito che mi mancava, quello che avevo voluto avere nell'ARi e che dieci anni prima mi era stato brutalmente tolto.

A giugno 2016 rientrai nell'INORC e felice mi affacciai anche alla newsletter web.
Aspettavano me?....no davvero, ma di lì a pochissimo si scatenò una guerra che non capivo da dove veniva e di cui non capivo toni e modi.
Non sapevo a chi chiedere per capire, ma capivo due cose: non c'era più quello spirito e qell'Ham Spirt che dieci anni prima mi avevano fatto vedere questo Club come un traguardo; e secondo, c'era del marcio che non capivo e vedevo, ma non poteva non essreci visti i toni assurdi.

Ma anche capivo che la radio non può essere questo e tantomeno il CW!

Un anno quasi è passato, molti sono andati via, da ultimo "pare" che uno sia stato espluso. Dico "pare" perché ufficialmente nulla si è saputo, ma ufficiosamente si sa ed è certo e il protagonista conferma.
ESPULSO!

Alla fine quello che ha incarnato una lotta che io all'inizio non ho capito, appunto vista la mia ignoranza data dall'assenza, costui stanco di lottare, ha deciso di allontanarsi di sua spontanea volontà.

Uno shock perché non credevo possibile ciò, ma anche uno shock perché....non una parola vera è stata spesa per trattare l'argomento e di certo nemmeno la PERSONA, soltanto un "voltiamo pagina".

Sono trascorsi forse 10 gg, ancora si aspettano comunicazioni ufficiali sulla "esplusione", si lascia correre la vita, l'acqua del mare, la risacca fa il suo solito, ma...
l'INORC sta affondando, e non sarà più lo stesso.

La conclusione è che l'associazionismo in Italia non funziona, in UK un club come il G QRP Club regge da 40 anni, c'è spirito di collaborazione, c'è Ham Spiruit.
da noi solo si bada ad un certo utile.

Qualche anno fa mi allotanai dal Mountain QRP Club per motivi analoghi: un membdo del CD, di recente acquisizione, si allontanò per motivi personali, non una parola venne spesa. Poi un altro ebbe problemi con la giustizia e...fu lasciato là, non ebbe lui la faccia di allontanarsi e...capii che anche tra 150 persone che dovevano condividere altri bei valori: la montagna, un certo spirito, ecc. anche là era uguale.


Poi ti chiedi perché uno sceglie di essere un lupo solitario!