mercoledì 22 febbraio 2017

Macché Vintage...qui si tratta di fare Radio!



Si parla, si scambiano idee, impressioni, e parlando escono tanti discorsi, sempre di Radioamatori, di Radio & c.

Si parlava allora di chi "fa vintage" e del nostro (siamo una piccola gang) non fare affatto Vintage,  bensì "fare Radio".

Ho ripensato ad un amico che venne tempo fa a trovarmi in casa e buttando uno sguardo superficiale, bollò come radio vintage, appunto, quelle carcasse da cui io prendo pezzi, quelle che riesumo o riporto in vita, ma modificate,  e quelle che sfrutto come supporto, come base, per inserirci quella che a mio modo di vedere, per me stesso, è la Radio, la radio che mi serve non per riesumare e cercare di non mollare, il passato, per quanto bello ed eroico esso sia stato.
NO!
La radio che mi serve per Vivere di Radio!
Io, almeno per me stesso, cerco di realizzare e vivere, e usare, radio che abbiano quella essenza, quella base intrinseca che per me è la radio: la capacità di mettermi in contatto con altri appassionati, di farlo con una certa facilità, con affidabilità o nel caso permettendomi di ovviare ad eventuali problemi, e con una certa essenzialità che significa, badando a ciò che mi serve realmente per fare QSO, ascoltare e farmi ascoltare, ma sfrondando di orpelli e caz...te, che servono all'esteriorità, ma che di sostanza non ne portano.

Si parlava della sensibilità stamani, con altro amico e concludevamo che una sensibilità di 0,15 uV è utile, ma che in generale anche 0,25 uV vanno bene, ma..... quello che conta è non avere noise intrinseco alla radio (ricevente in questo caso), non crearselo da soli e non aumentarlo, magari se la radio ha il digitale e stringi la banda....

Questo è un banale esempio. A che mi serve avere una sensibilità di 0,1 uV se poi o il noise di banda, ovvero quello generato attorno a me, ovvero da qualsiasi parte arrivi, è alto e non fa altro che assordarmi?

Non si tratta dell'EME di una volta in cui serviva un vero RX sensibile, perché si dovevano ascoltare, segnali veramente al limite. (Oggi spesso l'EME non lo fa l'OM, lo fa il PC, ma l'OM se ne vanta e si sente fico, perché usa solo 100 W...!)

Qui si tratta di ascoltare stazioni HF, alle volte su bande veramente rumorose, e allora si deve desensibilizzare o patire.

Ma si sa, il progresso comanda di credere, obbliga a credere e non sia mai che ereticamente dici e pensi che l'analogico forse era meno complesso, era meno rumoroso.
Il progresso ti rincoglionisce e tu credi di essere uno che capisce e gli altri tutti idioti che ancora non ci sono arrivati, specie gente come me...poveri scemi..HI
Noi OM non usiamo stazioni automatiche; non dovremmo, non ha alcun senso
Che senso ha il far fare QSO al PC in mia vece?
Noi dovremmo avere il piacere e la capacità, affinata nel tempo, di cercare  il corrispondente Dx o meno che sia, di ascoltarlo, collegarlo, magari nel pile up, se vogliamo, ma di farlo NOI!
Non siamo stazioni commercaili che devono andare da sole, è veramente ridicolo e penoso affannarsi a fare questo. Ha un senso in altri ambiti, ma in quello "dilenttantistico" no!
E allora tante cazzate (perdonatemi il francesismo, ma non ce la faccio a tacerlo...) a che servono? A imbellire e rincoglionire i bovini acquirenti che sborsano cifre astronomiche, ma che come prestazioni dove vanno a trovare il miglioramento?
Mah...

Allora io non amo riportare in vita vecchie radio e vivere di nostalgia ammirando la fattura del 1930: no, non mi emoziona. Ma mi emoziona usare quella struttura semplice, adeguandola al mio conoscere di oggi, usando anche alcune parti con componenti moderni (che senso ha realizzare il circuito di  break-in del TX usando le valvole?) e USANDO quella struttura, magari essenziale o di base, per fare traffico, collegare amici, ma non una tantum o per dire "va bene, funziona, che bella!" e poi metterla da parte soddisfatto. 
NO! 
Per fare il radioamatore, per fare QSO quotidiani, normali. Quei QSO in cui si chiacchiera (di cose relative alla tecnica, magari non alla pasta o all'orto...), ci si informa su cosa si usa per trasmettere, di quali circuiti, quali componenti,ecc. 
Ma non tanto per...

Questo non è vintage, questa è RADIO!

E se un qualsiasi superficiale vede questa roba e pensa che non essendo smd non va bene, è forse un po' obsoleta, mi spiace, ma lui non sa o non ricorda che la Radiotecnica, può anche cambiare l'apparenza, ma i suoi principi rimangono i medesimi: un oscillatore per oscillare (o AUTO-oscillare) deve vedere certe cose, come una reazione positiva o resistenza negativa, che sia smd o a triodi, piaccia o non piaccia.

Pensare che la radio sia fatta solo di valvole è riduttivo, come pensare sia fatta solo di PIC o smd.
Ma dentro al PIC, dietro, non ci posso andare. Dentro all'smd non ci posso andare a vedere. C'è un limite oltre cui io mi devo fermare.
E se un PIC smette di andare, posso fare prove, ma poi...devo cedere e arrendermi, cambiarlo, non sia mai cambiare anche il display, con buona pace dei soldi, e del tempo, e dell'attesa nel trovare i pezzi.
Se una scala di sintonia analogica, quei bei dischi di materiale plastico-semi sintetico, sballa, si rompe, si cancella, grazie a Dio, la posso rifare e il RX funziona ancora, magari senza scala.

Non faccio Vintage, ma uso pezzi vecchi;  sì pezzi che hanno 40-50-60 anni e che ancora oggi non mi si rompono se inverto la polarità; il bell'LC-metro a cui  ho sbagliato polarità nell'alimentarlo, ERA bello e  fantastico, ma ora è andato, defunto, kaputt.

Non sono un collezionista di radio, sono un costruttore ed un utente e ringrazio chi ha fatto pezzi e componenti affidabili 40 o 50 anni fa, che mi permette oggi di usarne e goderne, chi ha scritto articoli da cui ancora oggi non solo io imparo e prendo spunto.
Questo è il bello di arrivare dopo, trovare una strada almeno accennata, sta a noi poi farne, eventualmente, un viale!






domenica 5 febbraio 2017

Ricordi di tempi che non sono andati affatto....

"This is Rome Radio, Maritime Telephone Services, test emission for receiver tuning"
Questa era la frase che ancora oggi ricordo a memoria che alle volte ascoltavo per tempi indefiniti, mentre ragazzino, a letto con l'influenza, disegnavo o facevo qualcosa e Roma Radio (allora non sapevo si chiamasse anche IAR) mi facevo compagnia con quell'emissione.
Ogni tanto poi l'operatore collegava qualche nave e partivano le telefonate da terraferma a qualche marinaio e ascoltavo queste conversazioni che per me erano qualcosa di strano, magico, affascinante, avvolgente e non so cos'altro.
Ma erano loro tant'è che ancora oggi dopo così tanto tempo, sento che mi hanno lasciato "dentro" un segno, un marchio di cui avverto..."il piacere".



Se poi, un po' più cresciuto, la Passione per la Radio mi ha afferrato e tuttoggi dopo oltre 40 anni arde più viva che mai e più coinvolgente ancora, se possibile, credo di doverlo anche a questa trasmissione che mi ha fatto veramente compagnia per anni.

Oggi piove, non forte. Quella pioggia lenta e silenziosa che banga gradualmente tutto, che fa scendere gocce lente quasi dolcemente. L'aria è umida ed il cielo grigio e la domenica mattina è silenziosa. Un silenzio diverso da quando c'è nebbia o nevica, questo è silenzio di pioggia.
Non si esce a divertirsi, si sta in casa, dietro i vetri che si appannano col respiro nostro.
Si guarda fuori, se ancora ci ricordiamo di farlo e non ci si sbatte alla TV.
Viene alla mente la poesia di Carducci: "
La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar
...."
Eppure sento nell'aria quella trasmissione. Chi sa forse il cielo grigio, che ho sempre amato. Ho sempre amato queste sensazioni un po' crepuscolari, questa malinconia data dall'ambiente, in cui io ho sempre trovato e trovo tuttora, una gioia ed una serenità che pochi, sento, scorgono, scorgendoci, invece, solo l'apparente tristezza.

Questo tempo mi ricorda quella trasmissione, quel periodo. Ascoltavo la Radio e con quella trasmissione sentivo che volavo via, lontano, mentre ero là col corpo.

Più tardi venne anche il mio trasmettere, un piccolo e tenue segnale, pochi W, per cercare di collegare qualche stazione Russa Asiatica, forse sui 28 MHz, in CW, ancora molto timoroso e incerto, eppure avvertendo un fascino che solo tanto tempo dopo avrei apprezzato veramente.

Me ne vado a lavorare al mio MOPA 3.0 una versione evoluta del classico: 6AG7+807, ora si tratta di 6CL6+6DQ6, ma con un contenitore regalatomi da un amico OM USA, cosa che per me (avere un contentiore ben fatto) è una gran conquista.
Oggi anche se farò pochi buchi, ovvero qualche saldatura, questa pioggia che nel silenzio scende giù pian piano, cercando di non dare fastidio, mi ha riportato come indietro nel tempo. Non ad un tempo andato, ma a qualcosa che ancora esiste, nel mio dentro, nella mia memoria e nel cuoree che non è mai passato veramente, si è solo modificato.

Mi manca poter accendere la radio e ascoltare quel messaggio, devo solo ripensarci nella memoria, ma è come se lo avessi qui, ora.
La Radio, "questa Radio" non tramonta, non scompare.
Questa Radio non ha nulla a che fare col digitale, con tante cose diverse e nuove. Questa è come la montagna con gli scarponi che non ha nulla a che fare con spit o scarpette.
Nessuno è meglio dell'altro, sono solo due cose ben diverse.

Meno male che io IAR l'ho ascoltata per anni, meno male che me la ricordo a memeoria, esattamente come le poesie che imparavo (a forza) a scuola.

Meno male....



 
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-18182>