lunedì 30 novembre 2015

La "mia" Radio e il freddo




UA1CEG/p dal sito Club 72 QRP

Due immagini dal sito a cui spesso vado a dare un'occhiata, fondato dal grande Oleg Borodin RV3GM che diverso tempo fa ha avuto la semp,icissima idea di raccogliere alcune stazioni che si distinguono nel'attività QRP e dato che i "72" sono i saluti in QRP, invece dei soliti 73, lo ha denominato così.



OK1IN dal sito Club 72 QRP

Ma queste immagini o comunque l'abbinamento fra Radio e freddo mi evocano ricordi lontani eppure così presenti nel mio animo, così ancora vivi ed emozionanti che non è nostalgia, è solo un tesoro prezioso che mi è stato affidato in dono dalla Vita e che io conservo gelosamente nel forziere del cuore....
Era forse l'inverno 1971 o 72 e mi era stato fatto il regalo del mio primo RTX, era la CB ed era il Field Master 16M, con soli TRE canali quarzati, un'antenna a stilo collegata con ben 10 m di filo NON coassiale, bensì piattina normale, di quella smontata da due walkie talkie a filo appunto, che avevo già cannibalizzato (già si intuiva come sarebbe andata a finire la mia vita tecnica....hi)e trasmettevo sul terrazzo di casa, perché l'antenna era su una basetta di compensato, in terra e se stavo fuori i segnali (ma va?...) arrivavano meglio che se stavo in casa, al caldo.
Quindi io stavo fuori, col cappotto, fermo ovviamente, al freddo, eppure...eppure il cuore si scaldava col calore di quelle voci lontane (il quartiere accanto, ma per me era lontano come le isole dei tropici), si scaldava con l'emozione di sentire e forse...forse riuscire a farmi sentire...ovviamente con 5 W un'antenna lunga 1 m caricata e 10 m di piattina non schermata, altro che QRPp.....
eppure stavo bene, ero emozionato, ero felice... era la mia prima vera esperienza in Radio con emissioni mie....
Dopo anni di ascolto di Onde Corte di Radio Budapest e Radio Mosca.

Poi seguirono anni in cui l'evoluzione si fece strada e passai ad un RX Geloso G4-220 (!!!!) con TX homemade con VFO geloso e 807 finale, ben 30/40 W, modulata di griglia schermo da un ampli di BF con ECC83 ed EL84 e lunghissimi QSO o meglio lunghissimi pomeriggi in cui mentre studiavo avevo la radio accesa e ci si scambiava saluti con due amici che stavano sui Colli Albani e con cui ci si scambiavano idee di modifiche, circuiti, descritti a parole, e sogni: il Mosley CM1, un RX che a miei occhi sembrava una sorta di Collins.

Quella è stata una stagione di fantastici sogni e di illusioni radiantistiche fatte di molto fumo, eppure che mi hanno forgiato la base, il nucleo, il nocciolo della mia Passione per la Radio.

Uniti ai QSO fatti al mattino, prima di studiare o mentre studiavo le materie universitarie (Analisi 1, Fisica1 e ", ecc.) con stazioni russe UA9 ed UA0, Valdivostok che era come dire arrivare su Giove....segnali flebili e echeggianti, via short e long path e QSO fatti con qualche W ed un dipolo, eppure fatti, goduti, vissuti intensamente.

Mai più quelle medesime emozioni, poi gli apparati sono diventati migliori, le stazioni meno raffazzonate e più affidabili, eppure quell'imprinting è rimasto e l'emozine che tuttoggi provo a ripensare a quei momenti, sono UNICHE.

Le foto del Club 72 mi portano indietro, sulle onde non della malinconia, ma di una memoria a cui devo la base che oggi godfo, la Passione per una Radio vera, pura, pulita e alle volte spartana, ma intensa come credo nessun SDR, almeno a me, possa dare.

Di tutto questo TNX!










giovedì 26 novembre 2015

E' fatta, è andato


...l'FT817 è andato!

Il compagno di molte avventure, di Radio-Avventura, è andato via, e con lui un periodo della mia storia in radio. 
Ci ho messo del tempo a decidermi definitivamente, a mettere in pratica un proposito coraggioso, lo riconosco: non ho più apparati commerciali se non tre RX ma che hanno oltre 70 anni ognuno. Quando si intraprende una strada si deve andare avanti e ogni ripensamento non serve. 
Importante è non fare le cose sull'onda della moda, della rabbia, delle emozioni in genere, bensì farle ragionandoci ed ascoltando se stessi nel profondo.

Per me la Radio commerciale ha fatto la sua epoca, nel MIO modo di fare Radio. 
Non ha più senso, se non quello di farmi sentire in un certo modo, ma non è quello che mi soddisfa e che mi dà soddisfazione intima, non come ego, bensì come RadioAmatore...perché io mi sento e desidero ESSERE un RadioAmatore e non un utente.

L'FT817 è servito, a gioire del connubbio fra i due amori materiali della mia vita: la Radio e la Montagna; è servito a vivere quella stagione straordinaria che mai più si ripeterà e che rimane nella storia (quella sì) della radio con l'etichetta di "Radioavventura". 
Ora tutto quello è finito, nessuno può resuscitare Lazzaro, nessuno può illudersi di far rivivere qualcosa che aveva senso ed ha avuto un valore immenso per chi ha avuto la fortuna di viverla: ora si deve fare largo e darsi da fare ad altro, a crescere in altro modo.

La Radio e la Montagna sono un connubio per chi ama entrambi, non sono fatti per mettere in mostra call in cima a classifiche, o imprese alpinistiche che hanno senso solo in UN ambito. Ci sono call che sono durati UNA stagione, gente che poi visto che non prendeva premi o non poteva essere sempre prima si è disamorata, stancata...
Ma come ci si può stancare di una Passione?

Il sedicente rappresentante italico del sota vuole essere unico, vuole stare lui in cima, non accetta altri sullo stesso spazio della cima; altri hanno velleità alpinistiche e di Radio, e come risultato ci si è divisi, inutilmente. 
Bell'esempio di Ham Spirit, ora portiamolo nel CD ARI questo modo di fare...hi

La Monatga deve unire, la Radio a maggior ragione anch'essam, deve unire, ma quando si parla solo di comprare e urlare in un mcirofono o battere forsennatamente su un keyer, cosa si unisce?
Ma si sa, l'arroganza di tanti sotterra la Passione di pochi e quindi chiudo con questo tipo di attività, che di radiantistico non ha NULLA, ha solo a che fare con l'invidualismo mascherato da aggregazione.
L'817 ha avuto un senso, molto, ma è andato, via, finito!
Per me.


Ora c'è altro, c'è spazio per autocostruire magari robette piccole da portare sui monti, o tra i boschi, buttare un filo e trasmettere come quando durante la WWII facevano rischiando molto, coloro che usavano un Paraset, oppure provare a fare un monotubo e vedere se con quello faccio quel che facevo con 5 BJT, fregandomene dell'SWR....o ancora altro... riprendere concetti tecnici abbandonati perché...il progresso esigeva di andare oltre, risturdiarli e sperimentare per limare e vedere se realmente si era raggiunto qualche  top, oppure non si era semplicemente messo da parte qualcosa che prometteva...

Ora qui c'è altro: Rohde & Schwartz ha fatto un RX tanti anni fa, Carlo I2AMC lo aveva rimesso a punto, come uno Stardivari e lo Stradivari non ha età; ora questo particolare violino è qui passato per IZ2CQI, e mi allieta e non rimpiango il piccolo, portatile 817, sono due cose ben diverse, solo io sono sempre lo stesso e oggi più che un tempo sento di voler vivere l'essere OM e ringrazio di poterlo fare, finché posso :)



mercoledì 25 novembre 2015

Il QRP in Italia



Ripartirà l'I QRP Club tra poco: ne ha dato ufficialmente annuncio su Ari Fidenza I3EME e di questo non posso che conglatularmi con chi si sta dando da fare in questa direzione.

Ma rimango sempre meravigliato (nulla di più, affatto addolorato, ...ma pur sempre un po' interdetto) sul perché mai si racconti TUTTA la storia del QRP in Italia.

Io lessi di Nino Paglialonga, allora I7ZCZ (ed oggi IZ7DJR), su RR del 1973, quando nessuno, e ripeto NESSUNO parlava di QRP in Italia: ne scrisse Silvano I4ZSQ nella rubrica DX su Radio Rivista, appunto descrivendo l'attività del Nino nazionale, che poi venne intervistato da Marino Miceli I4SN che scrisse sul numero di aprile  del 1974 sulla rivista CQ Elettronica, sempre a proposito della sua attività con poca potenza e RTX autocostruito.

Per me fu un fulmine e mi innamorai della bassa potenza e di certa autocostruzione e tuttora soffro di tale "sindorme".

Ripeto era il 1972/4: poi venne il Club QRP Italia fondato sotto l'egida dell'ARI il cui congresso di fondazione si tenne a Trani su organizzazione della locale sezione ARI e di Felice Carbonara I7CCF  & c. e qualche tempo dopo (forse due anni più tardi) a Bologna a Villa Griffone, con la sponsorizzazione e l'aiuto anche della Rivista RKE.

Parliamo del periodo che inizia nel 1972 e va con il suo apice al 1979, 1980, 1981 anni in cui addirittura su RR io a l'amico Giancarlo I0XXR scrivevamo di QRP con regolarità, mi pare bimestrale.

Non mi interessa alcun riconoscimento, questi sono per i poveri di spirito, ma mi chiedo sempre perché la storia si racconta sempre a metà, mah....e se certe cose le ricordo io che ho quasi 60 anni, perché altri le dimenticano?

I fatti rimangono, ma certo fanno più "notizia" quelli risalenti al massimo a 15 anni fa...

Peccato, si è persa un'occasione per essere corretti.

Per fortuna la radio ed il QRP rimangono altrove e fuori da ciò.





domenica 1 novembre 2015

Qual'è il senso di un contest/activity day?



Lo spunto me lo dà il recente Contest Leonessa d'Italia, indetto per stazioni le QRP e gemellato dal Mountain QRP Club in onore dell'amico Attilio I1BAY a cui io ho partecipato solo per il tempo consentitomi dalle apparecchiature ancora provvisorie che mi sto autocostruendo per emettere segnali in CW nell'etere, dopo le mie scelte di campo di cui ho già scritto.

Mi sto chiedendo quale cosa vorrei (ovvio io personalmente, io per la mia umile e misera opinione, niente altro...) leggere e cosa vorrei "ricevere" dal leggere l'eventuale elenco di partecipanti e LE LORO IMPRESSIONI: vorrei sapere, conoscere e capire, cosa hanno usato, apparati, potenze, antenne, e quant'altro, per capire cosa si possa fare e come, imparare, riflettere dal punto di vista tecnico e magari poi fare tesoro dell'esperienza comune.

Ovvio che per la stragrande maggioranza di coloro che partecipano ad un contest queste risultino delle grossolane idiozie, ma per un activity day, come ad esempio accade per il NRR (Novice Rig Roundup), credo che, messa da parte ogni velleità competitiva, quello che conti sia, appunto, capire cosa usino gli altri, come abbiano messo insieme la loro stazione, quali schemi e configurazioni, ecc.

Allora, come mio solito ultimamente, rimpiango "quei tempi" in cui non che tutto fosse più bello, ma almeno c'era meno cattiveria, meno meschinità (fra utenti della radio), e meno stupidità fatta passare per abilità. 
Forse avere meno, forse essere meno ricchi di tutto, come siamo ora, ci permetteva di avvertire il sapore, il profumo, e quel qualcosa in più che fa parte del tutto, anche della Radio e del suo mondo.
Non si torna indietro, questo è chiaro, ma anche il dimenticare e/o scartare con la scritta "obsoleto" quel che in passato si è fatto, è  altrettanto stupido e indice di idiozia, ma soprattutto fa danno a noi stessi, TUTTI.

Ma anche continuare ad alimentare questa competizione (che solo chi non ha cervello può continuare a definire "sana", quando è evidente ad un cieco che tale non è più da molto tempo) e questo gareggiare contro, cercare di superare  gli altri, di sovrastarli, a quel punto con ogni mezzo, è altrettanto colpevole se non di più.

Poi ci si lamenta che ...."non c'è più la mezza stagione"....eppure continuiamo a gettare rifiuti dovunque.
Allora a che pro lamentarci che tra gli "utenti" di radio non ci sia più lo spirito Ham se poi non facciamo niente di diverso da quello che si è fatto negli ultimi 50 anni?

Una mano sulla coscienza, una specchiata verso se stessi, un po' di tempo a riflettere se veramente possiamo essere meno complici di tale degrado, non farebbe male.

Ma forse come dice il protagonista di "La valle di Elah", << ...tutto rimane uguale ed è meglio così...>>, è la quasi scontata conclusione.


Non lo dico, come potrebbe apparire, con malinconia, bensì di sicuro come constatazione di quel che osservo attorno a me.

"Così va il mondo cara Signora Marple....."