martedì 8 settembre 2015

CO2KK Arnie Coro




Questa mattina ho letto sul "reflector" del gruppo "glowbugs.net", il post di un radioamatore cubano, CO2KK, un certo Arnie Coro, il quale scrtive cose che a mio modestissimo vedere sono "sublimi". Consideriamo si tratta di una persona che ha fondamenta tecniche ben solide ed un curriculum di tutto rispetto, specie poi tenendo conto che è vissuto in un Paese che ha sofferto la mancanza di un "mercato" come lo concepiamo noi occidentali, dimenticando spesso che non dovunque è così o lo è sempre stato.
Ho fatto una ricerca su questo Personaggio ed ho trovato dei passi che cito testualmente, tratti da un blog dedicato e che  sento come una sorta di lezione:


“Yes amigos, it is very easy for people having access to the money and the possibility of buying factory built radios or even well designed kits with full instructions and each and every part required… even washers , to just sign a check or complete and electronic transaction that will bring to  their homes a nice piece of equipment… 

But that is not the case for many of us, that do enjoy very much the amateur radio hobby, and think not only about ourselves, but also about those that may benefit from also well designed, easy to assembly and to adjust radios that can be built using locally available parts. 

Try to find even the lowest cost ceramic filter for building a single sideband rig in no less than 130 countries around the world and you will meet with the fact that they are impossible to locate, and the same goes for ferrite and powdered iron toroids, IF transformers, RF power transistors, small relays , RF connectors, resistors and capacitors, not to mention quartz crystals and integrated circuits !”

L'autore del blog definisce Arnie  a "SolderSmoke named Arnie ‘Homebrew Hero" e credo che mai definizione sia stata più azzeccata.
Oh...dimenticavo, Arnie, al secolo Arnaldo Coro, è anche professore...ma non mi sembra che se ne faccia un vanto.
I grandi uomini sono questi! 





mercoledì 2 settembre 2015

Perché?







Qualche giorno fa l'amico Fabio IK0IXI ha inserito su Ari Fidenza un suo annuncio di vendita per un glorioso RX della JRC, un NRD92 che vende ad ottimo ed onesto prezzo e quindi molto accattivante.
Sinceramente l'annuncio mi ha tentato, quell'RX era uno di quelli che quando ero giovane era impensabile anche solo da considerare nell'acquisto, ma oggi vederlo offerto a qualche centinaia di Euro, era veramente una grande tentazione.

Poi riflettendo ho rinunciato, perché sto facendo una scelta di campo e di etica radiantistica forse eccessiva e drastica a vedersi dall'esterno, ma molto ragionevole, dal mio punto di vista: si tratta di scegliere avere a che fare con apparati dove se serve, possa intervenire senza diventare matto, tenendo anche conto delle progressive limitazioni/menomazioni che posso subire (ci vedo di meno!...ahimé), pur scegliendo soltanto apparati seri, non da radioutenti, bensì da Utenti che esigando alcune prestazioni serie e non giocattolini, ma anche la scelta di avere a che fare, se possibile, con poco stato solido e non con componenti spesso introvabili.
Quindi il JRC di Fabio pur rimanendo un ricevitore di lusso, a mio avviso, alla fine non rientrava nei criteri che mi sto lentamente dando. Ed ho rinunciato.

Ma quel RX ancora a vederlo sia sul sito Web di Fabio, ben recensito, sia sull'annuncio che al momento vedo ancora presente su Ari F., rimane una bella e piacevole tentazione, esattamente come quando si ammira una bella Donna che non desideriamo fisicamente, ma che comunque ci dà piacere anche solo nell'ammirarla..

Ma a parte questo, mi sono chiesto perché! Perché questi apparati che trent'anni fa ed oltre erano inavvicinabili, oggi mi tentano e pur possedendone un paio (da riparare, in generale non compro roba funzionante...hi) sento ancora il fascino di questi come lo vedo avvertono il medesimo fascino altri OM amici, non necessariamente coetanei. Cosa c'è dietro questo canto delle sirene a cui non resistiamo molto?
Lo stesso accade anche a certa strumentazione come ad esempio un generatore RF della HP, il famoso tuttora, HP 8640 o a qualche analizzatore di spettro, e così via.

Cosa c'è e cosa accade dentro di me?
Non riesco a vivere senza farmi domande, eredità dell'Università con tutte le dimostrazioni in cui mi si chiedeva a qualsiasi affermazione: "Perché?"

Proviamo a pensarci.
 
Credo ci siano vari fattori che concorrano.

Prima cosa trent'anni fa ero un novello studente di università appassionato di Radio, ma da bravo studente ero squattrinato! Seppure affascinato ero senza denaro in tasca. Scrivevo di elettronica per mantenermi l'hobby che poi sarebbe diventata Passione, ma dovevo amministrarmi e con cautela.
Apparati "seri" o "carri armati" come li definisce Fabio (raccomdnao caldamente di leggere la sua recensione)  erano di prezzo talmente elevato per persone di reddito medio basso com'era uno studente, che era proprio inconcepibile anche solo pensarci: allora li ammiravo sulle pagine delle riviste, sulla pubblicità, li ammiravo ma nemmeno pensavo alla possibilità di toccarli.

Per secondo fattore ritengo che il mondo elettronico delle TLC moderno e soprattutto quello consumistico-amatoriale, abbia puntato essenzialmente sul consumo, appunto, sulla apparenza, sulla forma e non sulla sostanza. 
Un vero progresso di sostanza nelle prestazioni,dei RX  anche se Sherwood si dà sempre molto da fare a fare misure e tabelle comparative e guarda caso escono vincenti gli SDR, specie della Flex Radio, non c'è stato. Dimostrazione ne è il fatto che il mercato non ha optato decisamente per RTX di tipo moderno (appunto SDR) per rimanere ancorato a questi scatolotti bellissimi e pieni di specchietti per le allodole, che però nella sostanza non hanno affatto surclassato apparati che hanno 30 e più anni di età.
C'è molto gadget, c'è molto "extra" aggiunto agli apparati, ma le prestazioni, sono in sostanza simili, anche se menù ed opzioni si sprecano.

Infine terzo fattore: apparati di un certo livello hanno un loro fascino anche estetico.UN RX professionale come il JRC NRD92/93 o come il Telefunken 1500,  o ancora come un Racal 1772, hanno uno trano fascino, di sicuro irrazionale, visto che sono ingombranti, eppure...eppure affascinano, come forse affascinava Marlene Dietrich nell'Angelo Azzurro...hi

Questi fattori a cui di sicuro ne possiamo aggiungere altri meno macroscopici e che ora dimentico, uniti in azione comune ed aggiunti ad una maggiore disponibilità economica in quegli studenti di allora che  oggi sono diventati un po' meno poveri (seoppure c'è crisi vedo spendere bei soldini nell'hobby di molti...hi), questi fattori, dicevo, forse rendono assai tentatrici delle occasioni che vediamo sul mercato, almeno, per me, tali sono.

C'è chi si lascia appassionare dai cellulari (!!!).... (stamane davanti a me un signore sui 55 e passa diceva al negoziante a cui voleva dare in conto vendita ben SEI cellulari del tipo iphone/smartphone che lui è appasisonato e che li compra e poi si stufa e li rivende pressoché nuovi)  e chi si lascia affascinare da apparati Radio.

Fatt'è che se si ha posto si valutano certi acquisti, se no si passa oltre. ma certo il mio amico che possiede diversi esemplari del R&S EK07, forse è in pole position...hi 

Importante, a mio avviso, è non fare una statica collezione, che poi rimane a sé stant,e esattamente come per i quadri, che si sfiorano, con lo sgurado o si esibiscono con malcelato orgoglio, per poi mostrare cosa? la potenza individuale del "possesso"....ma di cui quasi mai se ne gode realmente la bellezza.
No le Radio, per me,  vanno usate, accese, adoperate, ascoltate, messe in campo. 
E se si usurano e si rompono, allora ecco che si pensa come sto facendo io "preferisco qualcosa dove posso metterci le mani".



 

Manifesto/aim di questo blog




L'occasione me l'ha data un caro amico che ha scritto letteralmente (eccetto gli omissis):
"...Mi chiedo perche' tante riflessioni,...  espresse per iscritto da Ale, debbano restare li', nella penombra, o magari destinazione dei pochi che lo hanno scoperto e ogni tanto vanno a visitarlo" e quindi approfitto e scrivo una volta per tutte qualcosa che forse era necessario specificare all'inizio, ma meglio tardi che mai.

Questo Blog è nato così, per caso e per diletto: mi piace e mi diverte scrivere, qualcuno mi dice che lo faccio in modo decente, ma a me non importa questo, non debbo partecipare ad alcun concorso, né debbo basare la mia vita, il mio benessere e la mia serenità sul giudizio e sull'approvazione di chi legge, per fortuna... 
Scrivo perché alle volte non posso non farlo, non posso non dire ciò che penso. 
Ma non mi interessa né affermare il MIO pensiero, né tantomeno la MIA opinione. 
Questo modo è quello di chi soffre di egocentrismo, io sto bene, grazie al Cielo, con me stesso e mi basto.

Io scrivo perché voglio dire ciò che penso e...BASTA! 
Ma voglio dirlo in modo sincero, chiaro, senza pormi la domanda "si offenderanno?" oppure "ci rimarranno male?"
Data per scontata una base di rispetto, dovuto a qualsiasi essere, però se vedo uno fare una cosa che a mio modo di vedere è sciocca o cretina, voglio anche poterlo dire. Ne ho tutto il diritto.
Tanto quello che si comporta da cretino, del mio parere se ne frega, ma almeno io mi sono levato un sassolino dalla scarpa e sono potuto essere sincero.

Ad esempio il Direttore di Radio Rivista, non ha questa libertà, ma nemmeno chi scrive su una rubrica qualsiasi della Rivista; beh...non dovrebbe.. poi c'è anche chi di quello spazio se ne approfitta e proprio poco tempo fa e proprio su RR se ne sono lette le gesta, di quel "paladino dell'idiozia"...ma questo è ben altro discorso.
Lo stesso vale per chi scrive su Radio Kit, ed io l'ho fatto per anni, deve comunque tenere conto del lettore, deve tenere in conto anche esigenze..."editoriali" (detto chiaramente, vuol dire che se urti la suscettibilità di troppi lettori, quelli, poi, non ti comprano il giornale e tu chiudi: logica del commercio....hi).
Ma lo stesso accadrebbe se scrivessi su qualsiasi Bollettino di qualsiasi Club: devo sempre tenere conto delle esigenze "editoriali", vale a dire del pubblico. E così di fatto, chi meglio e chi peggio, si scende al compromesso, ci si vende un po', ci si prosituisce.
Parole forse esagerate per qualcuno, ma quando una cosa è quella perché volerla chiamare in altra maniera?
Mario Monicelli o Silvano Agosti sono stati due esempi di questa sincerità e noi invece continuiamo a chiamare in altro modo certe cose a girarci attorno: vendersi è vendersi, che poi sia al soldo vero o al consenso, poco differsice, è sempre un vendersi. 
Il cosiddetto politically correct è un altro  sinonimo di "ipocrisia".

Altro poi sarebbe valutare le situazioni via via. Ma quando non si può scrivere e dire ciò che si pensa per tema di perdere "consenso", si scade nell'atto di  vendersi....
Almeno, io la vedo così....

Ecco io non voglio questo, non mi serve il consenso. 
Sarei ipocrita a negare che mi possa fare piacere, ma non perché così mi senta migliore, non serve questo alla mia autostima. 
Mi fa piacere se qualcuno mi dice che è d'accordo con me perché mi dico: "beh non sei proprio solo, non sei proprio un lupo solitario, sei almeno in un branco", ma per il resto, se i lettori di questo blog sono due (la mia YL ed io) o dieci o quello che sono, a me fa lo stesso. 
Posso solo essere veramente contento se le mie parole portano del bene, portano una qualsiasi riflessione, purché sia puramente e realmente personale e non indotta, se ne derivi del bene per quel mondo Ham oggi infangato dalla ricerca del guadagno, del facile, del "tutto e subito e poi noia", e che sta perdendo proprio i motivi della sua peculiarità per cui è nato e vissuto e ha esercitato il suo fascino su giovani come siamo stati noi, giovani nel pieno del loro spirito anche ribelle, eppure attratti, affascinati, innamorati, della Radio e del suo mondo.

Oggi questo accade meno e sempre meno, ma so che non morità, non soccomberà alla mondezza imperante e dilagante; magari si ridurrà ad una nicchia, ma ci saranno sempre spiriti puliti e intelligenti che saranno diversi, perché non potranno essere altrimenti.


Per concludere: se qualcuno, come il mio amico, leggendo le mie povere righe, si sente pervaso di malinconia o tristezza e magari si rattrista per il tempo andato, posso testimoniare a lui come ad altri, e dire a piena voce, che non deve sentirsi così. 
Il tempo andato è andato, quell'albero secolare che stava là, forse è caduto, ma cadendo ha fecondato con l'humus che è derivato dalla sua corteccia, tutta la zona a lui circostante. Quell'humus a fatto nascere altre piante, altri alberi, altrettanto solidi e robusti, che un giorno cadranno anch'essi, ma che continuano e continueranno  quell'opera di semina e fertilizzazione, che si chiama "cerchio della vita e delle idee".
Posso affermarlo molto forte: io frequento amici, tra cui anche diversi più giovani di me e non di pochi anni, che la pensano come e forse più decisamente di me, e con cui scambio idee, esperienze, schemi, tecnica, teoria, pratica, battute, vita, basata su un comune interesse: l'Ham Spirit e la Radio e fondata su basi solide: il rispetto a qualsiasi costo.
Questo gruppo non ha regole altre che il rispetto reciproco, non regolamenti, non clausole, se non l'essere composto di Persone e non di utenti, si espande, forse anche all'estero, ma se non si espande, a noi va anche bene. 
A noi interessa scambiarci quel che ci si può scambiare, parlare, ascoltare, avere la consapevolezza che si esiste, ma poi basta; si è quel che si è: Radioamatori, talvolta qanche utenti, ma essenzialmente e prima di tutto Radio Amatori e Sperimentatori: gente che usa il saldatore, per quel che la affascina. Prima di tutto  siamo, esistiamo, siamo vivi!


E quindi sursum corda, la Radio, quella che ha la "R"maiuscola, non è affatto morta, ce lo vogliono forse far credere. 

Che poi intorno ci sia tanto marrone...pazienza, ci si tura il naso; ma quando accendo e ascolto quel fruscio, quando nel fruscio sento la nota o la voce lontana e avverto una particolare emozione, sono vivo / siamo vivi!

Grazie Vita!

73 + 51