lunedì 29 giugno 2015

QRP non è usare 5 W

L'avevo promesso (a me stesso!) e mantengo, perché ci tengo ad esprimere il mio personale pensiero specie in campo Radio un campo dove bazzico da tanti anni e che tuttora mi appassiona come e più di quando iniziai e considero questa una grandissima forutna, un dono!

Il QRP NON CONSISTE NELL'USARE 5 W o meno! Assolutamente.

NO!
Quella è solo la conseguenza di certe scelte!



Usare 5 W è fare una scelta di potenza, è fare una scelta tecnica esattamente come usarne 50 W, solo che comporta più difficoltà.
Ma se si ritiene (e so bene che ormai è universalmente "stabilito", non si sa poi da chi) che il QRP significhi solo questo, e quindi che basti avere anche un apparecchion che costa 10.000 $, purché non eroghi una potenza superiore ai 5 W fatidici, beh, scusate, ma per me questo non ha alcun senso.

E' sottinteso che in caso di contest, diplomi regole che debbano essere comuni nell'ambito di un gruppo e quindi nel campo Ham, serva stabilire e concordare regole comuni e quindi tanti anni fa (vissi con gli amici Italiani di cui ho già parlato nel post precedente, questa fase) si concordò di attestarsi sui 5 W out massimi per accettare come validi i QSO in QRP. Così quando noi iniziammo e facemmo tanti QSO con 5 W e anche molto meno e raccogliemmo addirittura anche le cartoline QSL necessarie all'ottenimento del DXCC in QRP, non esisteva la dicitura QRP su quel diploma che era la "laurea" del DXer, avremmo (ce lo scrisse la ARRL!) aggiungercelo da soli, SE ci tenevamo.
ma nessuno ci teneva a mettere una patacca da mostrare poi a chi? Ci tenevamo e ci avevamo tenuto a verificare se eravamo capaci di.... se il nostro "credo" che consisteva nell' usare poca potenza ed altro che ora dirò,  poteva farci ottenere quel che altri nel medesimo periodo ritenevano non potersi nemmeno ottenere e che ottenevano al minimo usando 100 W.
Era la prova con se stessi che ci affascinò.
Parlo e scrivo al plurale perché eravamo pur se pochi, un gruppo e condividere idee, prove, sperimentazioni, sfide anche, era qualcosa che rinfocolava a vicenda una Passione e la rendeva affascinante, coinvolgente, bella e pulita, soprattutto PULITA! Dentro e fuori come la modella dell'acqua famosa nella pubblicità....





Ma il QRP non era e per me come per diversa latra gente, non consiste meramente nell'avere un qualsiasi apparato che eroghi non più di 5 W, un apparato come per esempio un FT817, come un Elecraft K2 (non a caso dimenticato dalla stragrande maggioranza di "certi" radioamatori) ovvero un IC706 & c.
Per fare questo basta anche prendere un Flexradio, un ICOM da 12.000 euro e settare la potanza a5 W finanche a 4W e perché no ad 2 W e magari metere "sotto" all'RTX una bella 6/7 elementi su un bel traliccio da 12/15 m!
No questo non è QRP, questo è usare una radio e ridurne la potenza. 
Ma come si diceva giorni fa discorrendo non a caso con l'amico Nino una volta I7ZCZ, oggi IZ7DJR, il QRP è anche una sorta di filosofia, un modo di vedere e vivere la Radio, di fare Radio!
Il QRP consiste nell'avere una certa forma mentis che si sviluppa nel tempo, che prende forma negli anni se le radici sono quelle giuste e ci fa cercare di ottenere qualcosa usando non roba per forza sempre e solo sofisticata 8ho volutamente evitato di citare il KX3!....hi), ma ci fa  godere di piacere puro in senso radioamatoriale, per UN QSO soltanto, ma fatto, magari, anche con un TX da UN TRANSISTOR, magari ricevendo il corrispondente con un RX a conversione diretta.
Il QRP inteso in questo senso puro del termine è qualcosa che non si ammanta di nobiltà per avere le lucette, ma qualcosa che affascina e afferra l'animo, che ti prende e non ti abbandona e fa sì che puoi anche usare il tuo "fido" 817, ma senti che gli manca qualcosa.
E allora il mio amico IZ0WIT si è costruito un TX con 20 quarzi ed un oscillatore a valvole Collins ed esce alle volte con qualche W (forse 2W? non ricordo bene), alle volte ci pilota un PA che eroga ben più dei 5 W fatidici, ma QUELLO, quello là è quel qualcosa che al solo battere sul tasto fa vibrare qualcosa nell'animo, a lui che lo fa ed anche a noi che seguiamo le sue gesta!
Un altro amico IZ3CQI alle volte fa QSO con me ed usa un PA homemade con dei Mosfet, pilotato da un MOPA (Master Oscillator Power Amplifier) homemade, ma non usa 5 W, bensì circa 10, eppure io avverto quesllo spiruito di cui dicevo, quel QRP anche se secondo le "regole" saremmo 3 dB oltre.

W7ZOI di cui pubblico una foto della sua stazione, come ben chiaro, non ha una "bella" stazione nel senso comune del termine, eppure...eppure ha una stazione da OM, direi da vero radioamatore e questo termine, "vero" forse può destare qualche perplessità, ma non in me stesso.

George Dobbs G3RJV, il fondatore del G QRP Club, anche non ha una bella stazione nel senso comune del termine, eppure...
GM3OXX, George Burt, credo abbia completato qualche anno fa i 200 countries collegati usando SEMPRE 1 W output, e non ha apparecchaiture autocostruite! George nel 1974 mi mandò una lettera (cartacea, non esisteva email di sorta!) in cui mi allegò il disegno della sua doublet alimentata da una discesa a scaletta, sul tetto di casa e con cui faceva i suo QSO e in seguito mi diede un numero di RadCom in cui veniva descritto un ATU adatto appunto a tale tipo di discesa. George oggi è piuttosto anziano, ma mi risulta che è tuttora appassionato di quella cosa strana che appunto corrisponde al nome di RADIO. E guarda caso è l'autore di un classico del mondo QRP, il TX OXO che in DUE transistor condensa quello che altri hanno con un po' di più.




D'accordo si tratta di un TX minimale, essenziale potremmo dire, eppure c'è gente che si diverte a replicare il Paraset, un RTX usato dalle spie durante la Seconda Guerra Mondiale eppure non è un apparato commerciale....ci sarà qualche altra cosa che affascina o no? Chiediamocelo!

Come mai tutta questa gente non ha mai sofferto di quelle crisi che spesso vedo su annunci di vendita di stazioni intere "per cessato interesse" ? 
Marziani?

Non credo proprio, bensì perché quella di quel QRP, a mio modo di vedere IL QRP è qualcosa che ti porti appresso e fa parte di te stesso, dentro entra nel tuo DNA di OM.
Quella filosofia ti porta ad ESSERE e non serve farlo vedere, mostrare o esibire, no! Un certo signore anticamente parlò di "farisei"...
Quel qualcosa di diverso, sono gli altri a notarlo, a sentire l'aura che emani, quel qualcosa di diverso che ti contraddistingue, fra gli animali tuoi simnili e che ti sentono a naso, ti annusano da lontano e riconoscono in te quel qualcosa di diverso.
GM3OXX se lo cerchiamo su web è quasi invisibile, eppure un OM sudafricano, tal ZS6A, lo definisce "una Legenda"!

Mi spiace nessun acquisto di KX3, di FT817 se fatto senza quel qualcosa, potrà mai rendere chiunque un amante del QRP nel senso puro del termine. Un apparato commerciale non è affatto il demonio, ma ha senso se c'è il resto, se c'è solo l'apparato e manca il resto, manca tutto.

E dopo un po' d'anni, chi sa come mai, alle volte, anche l'817 sembra aver fatto la sua epoca, sembra chiedere di uscire ed andare altrove. Chi sa come mai questa gente di cui sopra addirittura manco si è mai approcciata a certa radioaccozzaglia, perché loro hanno avuto una fortuna, di avere radici solide dall'inizio.
Non sto demonizzando il RTX commerciale, sia ben chiaro, sto demonizzando o meglio allontanando da me e basta, un certo modo di aver distorto alcuni elementi: le cartoline QSL, l'apparato costruito bene e bello, come erano certi moduli Geloso o Millen, il perdere di vista la vera sostanza. Nulla di male a mettere le QSL in fila, a mettere diplomi e piazzamenti di diplomi in bella vista, o a chiamare amici e far vedere e sentire l'ultimo arrivato in stazione, assolutamente! 
La QSL era e per me è oggi ancora, il piacere di ricordare un particolare collegamento, con una Persona.
Avere una scatola di cartoline non mi fa essere un bravo OM, mi fa essere un bravo raccoglitore e collezionista, un attivo trasmettitore. La cartolina era qualcosa di particolare e per questo molti OM un tempo, addirittura le facevano "A MANO"! Ridicolo pensarlo oggi, e perché mai? Perché si deve correre, essere efficienti, e perdere le cose belle del passato per trovarsi a mani vuote e vuoti dentro.
Ma nelparlare di QRP  non parlo del tecnicamente, bensì del sostanziale. Mi spiace, per me, singolo pazzo e per fortuna senza seguito, rimane ben altro. 
Così si è ben liberi di fare ognuno la sua strada, ma scusate se io faccio il mio sentiero, che volete sono fatto così e su questo mi trovo bene con me stesso ...hi

E per gradire e terminare in belleza, ecco Nino, nel 1971!! QRP station da Foggia, ripreso su CQ Elettronica del 1974 da Marino Miceli I4SN 






domenica 28 giugno 2015

Il QRP in Italia da dove viene....

Può darsi quello che scriverò possa anche dare un briciolo di fastidio a qualcuno (confido nell'intelligenza di chi legge perché ciò non avvenga), ma è mia intenzione soltanto raccontare cose accadute e non darne alcuna interpretazione, quella la lascio a chi legge (quei pochissimi sparuti coraggiosi e incauti...hi).

Il QRP in Italia ha radici che risalgono ad oltre 40 anni fa e forse possiamo farle risalire, almeno in forma ufficiale, alla prima vera e propria "impresa" in tempi assolutamente non propizi, quando nessuno o quasi, si sognava di fare QSO con qualche W, non ce n'era bisogno e nemmeno l'idea direi. 
Parlo del 1972, come testimoniato da questa QSL ricevuta dall'amico Nino Paglialonga, allora I7ZCZ che collegò una base russa in Antartide usando i circa 2 W out del VFO Geloso che adoperava come TX, ed un'antenna dipolo sui 14 MHz, ovviamente in CW.
Ne diede notizia su Radio Rivista, mi pare del 1973 (forse marzo se non sbaglio), Silvano I4ZSQ che al tempo curava la rubrica "Com'è il DX" e descrivendo le condizioni operative di Nino (il RX era qualcosa di affascinante con un BC312 come media ed il gruppo Geloso come sintonizzatore, se ben ricordo).




Ricordo bene questa cosa perché quella pagina di RR si è scolpita nella mia mente e nella memoria e mi fece decidere dentro il mio animo, che quella sarebbe stata la mia strada nell'ambito Ham: il QRP!!
Presi contatto con Nino e da quel primo contatto (via lettera cartacea: non esisteva, ovviamente  né email né altro in forma digitale), ne scaturì una amicizia che dura tuttoggi a oltre 40 anni di distanza, invariata e forse di molto rafforzata, perché abbiamo constatato come la vita che ci ha dato le rispettive strade, mai ci ha allontanati come Amici e come filosofia seguita nel condurre i rispettivi cammini dell'Ham Radio. 
Ma di questo e della filosofia che c'è dietro al QRP e che non è affatto un FT817 o un KX3 ovvero qualsiasi altro RTX che abbia "soltanto" 5 W, bensì tutto un altro modo di vedere e VIVERE la radio, di questo voglio parlare in altra occasionoe.

Torniamo al QRP in Italia.


Qualche tempo dopo, sempre su RR il grande Marino Miceli, I4SN cominciò a parlarne e poi seguito se non sbaglio anche dal Nerio Neri I4NE che poi traslò il discorso anche sulla rivista da lui fondata, Radio Kit Elettronica. Ma parliamo di anni dal 1974 in poi diciamo nel periodo che va dal '74 al 1978/80 all'incirca, anche ad opera del sottoscritto che nel frattempo (credo nel 1975 se non ricordo male) si era iscritto al G QRP Club, che era il vero riferimento per il QRP mondiale, seguito di lì a poco dall'ARCI QRP Club USA.

Da tutto questo agitarsi ne scaturì un intenso, proficuo e costruttivo scambio di idee e di progetti tra Nino I7ZCZ, il sottoscritto, e Felice Carbonara I7CCF che coinvolse la sezione ARI di Trani nelle pèrsone dei vari dirigenti e affini di cui oggi (mi scuso di ciò) dimentico i nomi ed i calls.
Da tutto questo si concordò di provare a fondare un Club QRP Italiano, dopo avere sondato e verificato come fare per poter inviare una sorta di newsletter (ricordo non esisteva email di sorta, si pagavano i francobolli e..le copie cartacee stampate o fotocopiate e scritte a macchina!). Questo avveniva verso il 1978/80 o giù di lì e la cosa si concretizzò in un Convegno QRP tenutosi a Trani mi sembra nel 1978, e seguito qualche anno più tardi quando eravamo già abbastanza consolidati, in quello tenuto a Bologna con il sostegno della sezione ARI di Bologna e soprattutto del contributo di Alfredo Stori I4 UYN.

Purtroppo io nel 1982 dovetti partire a militare e passai il testimone (appunto ad Alfredo I4UYN) e fui doverosamente assente per un anno .
Durante questo periodo la rivista Radio Kit Elettronica ci diede spazio e supporto sulle sue pagine  e devo dire che furono messe le basi per uno sviluppo che poi si verificò e concretizzò nel decennio successivo ad opera di diverse altre persone.
Questa avventura si arenò per mancanza, a quel tempo, di ricambi umani nel tirare la carretta, ma anche per stanchezza di coloro che per quattro/cinque anni fecero molto e ripeto con mezzi assolutamente inimmaginabili per stampare inviare a tutti le newsletter, procurare componenti a basso costo per aiutare l'homemade (I0VBR Vittorio Bruni fu uno dei nostri fornitori a titolo quasi hobbistico) e mantenere i contatti anche con gli analoghi club esteri.
Ma fu un ottimo esempio di entusiamo e di Ham Spirit e fu il vero inizio del QRP in Italia.

Più tardi ad altri venne l'idea di mettere in piedi,  nuovamente, qualcosa di buono per il QRP e nacque l'I QRP Club che tuttora esiste anche se come brace dormiente e mi auguro pronta a riprendere fuoco.


Questa la Storia così come si è svolta!


In sintesi, quindi, non intendo affatto rivendicare nulla: non credo sia il caso, visto che parliamo di cose ridotte a poche centinaia di Radioamatori, ma solo per puntalizzare qualcosa che vedo dimenticato (sicuramente per caso) e mai citato da chicchessia su qualsiasi pagina web relativa al QRP in Italia.

Non ci sono copyrights né soldi in ballo e per fortuna, ma a mio modestissimo modo di vedere c'è la schiettezza, la correttezza, e la semplice verità. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma ai fatti non si può obiettare, mentre alle opinioni certamente.

In sintesi, il QRP in Italia ha oltre 40 anni e direi che è qualcosa di molto ben chiaro e non sono affatto i 5 W tassativi, bensì tutt'altro di cui voglio scrivere in altro post. In ogni caso il QRP in Italia è stato glorioso, ha dato a noi che lo abbiamo vissuto nella prima e seconda "era", belle emozioni e grandi soddisfazioni, insegnandoci molto ed a questo credo dobbiamo una bella parte della Passione che a diversi di noi, tuttoggi prende lo stomaco ed emoziona, come e più di 40 anni fa.

Questo rimane e questo è bellissimo!


venerdì 12 giugno 2015

La strada giusta



Non esiste alcuna strada giusta in assoluto! 

Malgrado molti (per prima la "sQuola") si affannino a voler convincere gli altri (noi tutti) che esiste UNA verità, UNA strada, UNA realtà, questo, mi spiace, ma non è vero.
L'ho imparato vivendolo sulla mia pelle!
Esistono miliardi di strade, di verità, di realtà, di opinioni e modi di vedere le medesime cose, udire le medesime parole, interpretare i medesimi pensieri.

Grazie al cielo!

Il difficile è non seguire per forza le tracce degli altri, capire che malgrado ci diano fiducia e sicurezza, non è detto siano il meglio anche per la nostra Vita!

E anche nel campo della nostra Passione: non è facile, lo ammetto e lo capisco ogni giorno di più.

Fare Contest, ammazzarsi per il DX, per avere (e mostrare!!!) le QSL, il Diploma, apparire, essere alla ribalta. Buttarsi nell'EME, facendo fare il QSO al PC....gettarsi nell'ascolto di segnali con 1 mW, ascolti anch'essi fatti dal computer (ma il radioamatore chi è, io o il PC?...)
Autocostruire anche il cacciavite, o anche il voltmetro che mi serve per farmi un ampli BF, o comprami lo strumento, il kit per poi fare l'ampli?
Cercare i componenti per anni, magari su ebay, impiegandoci molto tempo, per poi fare qualcosa che mi gratifichi oppure adattarmi a riutilizzare moduli, acuire la mia abilità per capire come riutilizzare, anzi accrescere la mia capacità proprio riuscendo a sfruttare qualcosa fatto per altro, ai fini del mio  progetto?

Sono mille bivii, mille decisioni, mille tentazioni.

Non è semplice, credo ci sia solo un metodo: FARE SILENZIO, ATTENDERE (con fiducia, oserei definirla "fede" ma non in senso religioso, bensì spirituale, intimo), e permettere che la risposta arrivi ..da dentro.

<< Quando l'allievo è pronto il Maestro appare. >>

E alla fine seguirla, la risposta, e scoprire che sulla strada, sulla mia strada, ci sono già....


Cosa c'è dentro...



Ieri ho scambiato un po' di chiacchiere con Fabio IK0IXI, un amico carissimo che presto andrò a trovare nel suo QTH; il quale mi raccontava di come stesse aiutando il figlio nel realizzare un distorsore per la chitarra elettrica, mostrando a lui come con due diodi riuscisse a fare quel che viene venduto a carissimo prezzo sul mercato "specializzato"
"Voglio mostrargli cosa ci sia dentro in realtà!" mi diceva mentre descriveva quel distorsore a valvole che il figlio, appena uditolo, aveva festeggiato come qualcosa di straordinario....
<<...cosa ci sia dentro in realtà!...>> tutto qui.

Questa curiosità ce l'ho sempre avuta fin da ragazzino, quando avevo forse 10 anni e aprivo i walkie-talkie a filo  che mia mamma con sacrificio mi aveva regalato ed io ero affascinato dal poter sentire una voce a distanza, o far arrivare la mia anche lontano dalla stanza dove stessi. 
La medesima curiosità che provavo nell'aprire una vecchia radio a valvole che mia mamma aveva fatto restaurare dall'elettricista..., era la radio che credo lei usasse quando era giovane, e con cui durante la guerra ascoltavano magari Radio Londra.
Aprivo e vedevo le valvole che non sapevo cosa fossero, vedevo i trasformatori IF e non sapevo perché avessero delle viti, e poi magicamente, la musica, la voce, nel fruscìo, negli "scrocchi" arrivava a me: Radio Budapest con le sue trasmissioni "per i radioamatori in Italiano", Radio Mosca, o Bundes-welle, e così via... in AM!

La curiosità e qualcosa di istintivo che allora ragazzino, già ardeva e che poi anni dopo mi condusse ad intraprendere poi, ex studente di liceo Classico (!!), la strada di Ingegneria Elettronica, senza sapere nemmeno cosa fosse il concetto di logaritmo o di funzione trigonometrica!!
Capire, imparare per poter fare io, la mia Radio, capire e modificare a mio modo di vedere, capire per la mera curiosità di capire e basta, senza altro fine che...capire. 
SETE! Di questo si trattava! 

Ed è anche oggi!




 
E so che dentro a tante cose, dietro tante luci e tanto brillare c'è spesso poco, c'è spesso meno di quanto mostrato sul palcoscenico.

Sono circondato da gente che ritiene che l' "essere radioamatore" consista nello sperimentare antenne (in realtà giocando a modificare antenne già fatte, adattandole solo alle esigenze personali, quindi facendo alle volte solo modifiche meccaniche, elettricamente assai semplici. Sono circondato da gente che compra kit e considera quello l'approfondimento. Sono circondato da gente la cui brama è quella di trasmettere, farsi ascoltare, poi come lo si fa lo si fa!
Ma rari sono quelli che .."perdono tempo" a studiare ad approfondire, che hanno "SETE". 
Più rapido comprare, più rapido e semplice e MENO FATICOSO andare e prendere il "già fatto", tranne poi non sapere cosa fa, non capire come lo fa e...se mai si rompe, andare a farselo riparare.
E chi lo ha detto che si tratta di...perdita di tempo!??? 

Ma oggi si deve essere efficienti, non si ha tempo "da perdere", c'è da lavorare, capire, studiare, non serve, serve solo il FARE, cosa poi?...per poi perdere interesse? Ma cosa è poi realmente il "fare Radio": parlare, battere su un tasto, non sia mai vantasri di un diploma o di una posizione in classifica o di essere citati su una rivista...?


Conosco un Uomo: un gigante a cui devo molto: si chiama Roberto, la cui sigla è I0BLA, che ha un oscilloscopio Tektronix, gli si è rotto, l'assistenza non lo ripara nemmeno, lo strumento che lui a suo tempo (vent'anni fa?) ha pagato fior di lire....
Lo ha aperto, e ha scoperto che si tratta dell'alimentatore, non si riesce a riparare, ma...fare un alimentatore nuovo, esterno, quello lo ha fatto. Il suo Tek ora funziona benissimo, di nuovo.
Roberto è felice.

Da lui ho imparato questo.

Roberto ha quasi 80 anni!

Ho detto in giro che voglio dar via il mio FT817, mi sono sentito solo dire frasi del tipo "ma chi te lo fa fare", "poi come farai a trasmettere?" "e se non riesci a farti un RTX tuo?" e così via.
Solo UNO mi ha detto "ho fatto lo stesso anni fa!"

Non credo di essere speciale, non più di quanto TUTTI siamo speciali. Non credo di ragionare in modo unico, ma di sicuro sono fortunatamente "RELEGATO" in ua ristretta minoranza...di pazzi....o quasi....

Ma per fortuna che la Vita mi ha fatto così :-)