martedì 16 gennaio 2018

Kit, autocostruzione, quello che non si potrebbe dire...


Ho un amico OM: Hans Summers, G0UPL
Hans è un OM (figlio di OM) che ha deciso di uscire in aria usando  SOLTANTO apparati costruiti da lui, con le sue mani
Ci siamo conosciuti circa un vent'anni fa, quando si facevano i primi esperimenti sui 10 MHz in QRSS, una trentina di stazione europee ed una decina tra USA e VK/ZL (i Knightsqrss!), inscatolate in pochi Hz, letteralmente, con segnali di trasmettitori sui 20/40 mW (chi era potente aveva 100/200 mW!) e modulate in AFSK, con spaziatura di qualche Hz l'una dall'altra. Era tutto homemade e si usava componentistica pressoché discreta, e si affacciavano i primi PIC (il 16F84), era una epopea eroica, pionieristica direi.
Hans a quel tempo lavorava in borsa a Londra, ed era anche benestante (un amico OM romano lo andò a trovare a Londra e lui...girava in Ferrari), eppure se vediamo il suo shack non figura UN apparato commerciale ed UN apparato da migliaia di sterline, eppure per lui non sarebbe stato alcun problema acquistarne più d'uno.
La stessa strumentazione da lui usata è di tipo quasi artigianale, e per questo lo ammiro e lo rispetto moltissimo, per me un esempio di coerenza e di fedeltà a certi principi scritti da lui stesso per se stesso.

Di recente ci siamo risentiti viaemail e mi ha raccontato che è riuscito a lasciare il lavoro bancario e dipendente e ora si può permettere di fare solo quello che gli piace, che lo appassiona: gestire la QRP-LABS, da lui fondata e lavorare con i radioamatori.


Non ho nulla da dire sulla QRP-LABS, ritengo che svolga un lavoro egregio e soprattutto onesto, i suoi prezzi sono competitivi coi cinesi ma la qualità è assai superiore, ed il successo che ha, se lo è meritato tutto. Credo derivi dal fatto che Hans non lucra come molti su quel che fa e vende, credo che derivi dall'Ham Spirit di Hans e questa è una fortuna per tutti.


Il kit un tempo, ai tempi d'oro, quando uscì fuori, ad esempio la Heathkit americana, ovvero la Kanga americana e inglese, per fare due nomi che sono due miti, i kit erano visti come ausilio per chi iniziava ad affacciarsi al mondo della RF e dell'elettronica (tant'è che in Italia si ebbe la rivista Nuova Elettronica che fece epoca). 
Il kit era la rampa di lancio per fare qualcosa che volevamo essere sicuri funzionasse (beh insomma, quasi sicuri...) e per avere i componenti necessari, senza impazzire a cercarli, quando non si sapeva, forse, neanche dove o come cercarli e trovarli.
Era un ausilio, appunto. 
Io stesso quando ero CB, attorno al 1970, acquistai un kit di NE, che prometteva un VFO per i circuiti dei TX a quarzi. Ovviamente non sapevo nemmeno saldare bene e non funzionò, ma di certo non mi sentivo un autocostruttore.

In seguito ho anche collaborato molto con la Rivista Radio Kit Elettronica,  per la quale ho realizzato diversi circuiti da cui sono stati ricavati, poi, dei kit. L'intento era quello di aiutare chi iniziava e di propagandare il QRP.
Appunto, non si trattava di autocostruire, bensì di ASSEMBLARE, sfruttando un ausilio.


Lentamente la tecnologia è andata molto avanti ed è arrivata la SMT che ha reso molto difficile autocostruire, specie nel senso classico; inoltre è arrivata la pletora di componenti programmabili, tagliando di fatto fuori, chi era di cultura e formazione analogica o non attrezzato, sia psicologicamente, sia anche dal punto di vista hardware, dal costruire in proprio certe apparecchiature.
Tutto è diventato molto più piccolo e sofisticato e l'amatore medio si è sentito pian piano, incapace, si, ho scritto  INCAPACE anche solo di pensare a fare, sia di pensare a fare, sia anche solo di pensare.
L'amatore medio ha lentamente ma progressivamente demandato ad altri il compito di fare per lui , riservandosi solo quello di "operare", ed utilizzare. 

In sostanza da attivo a passivo.

Ma dentro, alcuni avvertono questa contraddizione, o almeno, qualche remora si avverte. 
Ed allora sono state inventate delle belle motivazioni addotte a giustificare questo stato mentale: la mancanza di tempo, il lavoro, la famiglia, i componenti introvabili, la mancanza di strumentazione, la mancanza di posto fisico in casa, ed altre che ora non mi sovvengono.
Tolti casi in cui qualcosa del genere è reale, il resto è strumentale al commercio!

Nel periodo in cui l'attività radio-amatoriale nasce e si sviluppa, cioè dagli anni precedenti alla WWII a quelli diciamo attorno al 2000, quindi circa una sessantina di anni, la gente ha sempre lavorato, avuto figli (spesso più di uno), avuto quindi poco tempo, e anche poco spazio e pochi soldi, ripeto POCHI SOLDI!! 
I componenti si dovevano andare a comprare fisicamente al negozio che a meno di qualche rara eccezione (a Roma avevamo Radio Argentina, mitico con le resistenze Allen Bradley & c. e pochi altri), si potevano forse trovare per corrispondenza (il grande Vittorio Bruni I0VBR, fece qualcosa di gigantesco vendendo per corrispondenza anche pacchi regalo, cosa che fa ancora anche se ormai molto poco ahinoi), e ricordo a questo proposito, il Pizzirani I4PZP di Bologna o pochi altri.
Personalmente non ho mai lavorato a tempo pieno alla Radio, ho lavorato e spesso dell'elettronica a sera, al ritorno a casa, ne avevo fin sopra i capelli, quando vivevo in mezzo a strumentazione che faceva apparire il mio tavolo come una cosa penosa e da disdegnare. 
Eppure ho sempre costruito e cercato componenti, raspato qui e là smontando, addirittura prendendo dal secchione della spazzatura...
Il mio alimentatore di laboratorio tuttora in perfetta efficienza, ha un trasformatore ricavato da un TV preso in strada!
Ora chi farebbe più una cosa del genere?
Ora con l'amico Cris IZ3CQI e pochi altri, compriamo quelli che per tanti sono solo ferrivecchi: BC221, vecchi FT vari, SWAN dismessi o arrugginiti o altro ancor più vecchio per...smontarne componenti introvabili o costosi se presi su ebay. 
Abbiamo scatole di scarpe di ferraglia rimediata così, eppure costruiamo, eccome!
Per noi quella "ferraglia" è preziosa più di diamanti!

E' chiaro che il mercato è cambiato: dall'avvento dei PC negozi appunto a Roma a cui accedevamo per trovare anche UNA SOLA resistenza, hanno smesso di vendere componentistica al minuto, ma si trova il modo di rimediare, SE SI VUOLE, se si ha PASSIONE
Per fare solo un esempio Arnaldo, IK2NBU che ha realizzato una stazione fully homemade, mi pare abbia impiegato mesi se non qualche anno, ma lo ha fatto!... eppure credo che non viva di rendita...ma lo ha fatto!

Quello a cui ci si è abituati oggi è volere TUTTO E SUBITO e a non riuscire ad aspettare, a pazientare per cercare i componenti. Parlo in generale ovviamente.

Vedo fare ciò solo o essenzialmente a chi ricostruisce apparati d'epoca, come ad esempio il Paraset: gente che arriva a cercare i componenti originali o fabbricarne di analoghi, ma di stessa fattezza; ma per il resto, è più facile, scrivere un email e con PayPal, pagare e aspettare, e se arriva da USA o Cina massimo un 30 gg, ma alla fine si ha tutto lì, bello pronto, anche il PCB professionale, solo da saldare (spesso gli smd sono presaldati!).
Io questo l'ho fatto per LC-meter della AADE quando c'era, uno strumento di misura, ma non per un TX o un RX. 
Non riesco a concepirlo.
Riesco a capire il fare qualcosa con le mie mani, in cui dentro, uno stadio (che so, un filtro, se proprio insistiamo il VFO....? mah.....avrei qualche dubbio, ma io sono talebano su questo.. sono eccessivo lo so) sia fatto con un kit;  ma l'apparecchio lo faccio io, i pezzi li rimedio io, la strada per realizzarlo me la percorro giorno dopo giorno con i successi e gli insuccessi, le prove non sempre positive, ma con l'esperienza che ne deriva e la crescita che ne ricavo!

E' ovvio DEVO ASPETTARE, SERVE TEMPO, nel frattempo potrei morire e mi perderei il kit già pronto, da saldare.
Esattamente come fare una torta impastando a mano il tutto e dosando i vari ingredienti (rischiando di sbagliare) o comprando la "scatola di montaggio" della Cammeo....
Ma nel secondo caso non so fare una torta, la assemblo e la cuocio.

Sono d'accordo, sento già chi si incazza e dice che sono arrogante e che c...ne so dei problemi che lui ha di tempo, lavoro ecc. 
Lo so, ognuno ha le sue motivazioni e situazioni, lo so bene e non condanno nessuno. 
Ognuno è libero di fare come vuole, anche comprare una radio già fatta in fabbrica da altri, o assemblarla, ad esempio prendendo un kit della Elecraft, o dei pezzi preassemblati della medesima, nel caso del KX3, ma non si parla di AUTOCOSTRUZIONE bensì di ASSEMBLAGGIO.

In una fabbrica c'è il settore progetto e quello di ASSEMBLAGGIO, chi assembla non progetta, mette insieme lo fa benissimo, ma chi progetta è altri.


Ho scalato per anni, dall'età di 20 ai 50 circa. 
In montagna ovunque: sulle Alpi tutte dal M. Bianco alle Dolomiti, dall'Europa agli USA al Perù. Non ho mai usato la guida. 
Ho sempre dovuto cercare il percorso, la via in parete, e la discesa, per tornare sano a casa. 
Un amico ha arrampicato molto più di me (pagando e salato!), ha fatto anche vie che io non sono riuscito a fare, tipo lo Spigolo Giallo alla Piccola delle Lavaredo, ma lui non saprebbe tornare giù da solo. Siamo tornati a ripetere una via di IV e V con lui, non ricordo bene dove, in Dolomiti e lui non rcordava nulla: dovemmo cercare noi la strada, e per fortuna avevamo un foglio con la relazione e l'esperienza di anni ed anni mia, e lo portai a valle sano e salvo.
Io sapevo arrampicare, magari non facevo vie di VI+, magari arrivavo solo al V+, ma arrampicavo e se arrivava il temporale sapevo cosa fare e come comportarmi e ho goduto letteralmente ogni metro di parete da me scalata in montagna.

Sapere cosa poter  fare e cosa non si può, è, credo, atto di intelletto e di umiltà. Ma pretendere di passare qualcosa per quello che non è è arroganza!

Nella radio nessuno è obbligato a saldare, ma non mi si venga a sdoganare un kit per autocostruzione: è assemblare un insieme di pezzi, progettato da altri! STOP! Ora che sia altrettanto onorevole e che sia una soluzione nessuno lo vuol mettere in dubbio, ma non è affatto la medesima cosa
Scalare una via di roccia con la guida o farlo da soli è completamente differente!

Il problema è che si deve vendere, si deve convincere la gente a comprare e la gente pecora, segue e si fa plagiare, si fa convincere che non può. Ci si fa convincere che il sesso virtuale è come il sesso reale! Che altra puttanata in più vogliamo?

E allora chi assembla un kit deve potersi sentire un autocostruttore, poi se non sa perché due resistenze fanno una partizione, beh...poco importa.

Meglio chi prende uno schema e lo copia e cerca di capire il perché.

Ma questo è solo il mio povero e umnile modo di pensare,che non cambierò mai, mi spiace.




mercoledì 10 gennaio 2018

Riflettendo e rimuginando

Ci passo del tempo, a ripensare, riflettere e farmi domande. 
Ne passo, mentre mi addormento, mentre faccio altre cose, come passeggiare col cane; insomma, la mente vaga e spesso torna là, a pensare
Non posso farne a meno e sinceramente non ritengo di togliere nulla a chicchessia, tanto scrivo qui il risultato di questi pensieri, ma a chi non interessa, basta cambiare web page.


Ripenso, rileggendo il forum, e i commenti sul concetto che si è sviluppato di "autocostruzione o meno", se l'essere Radioamatori sia per forza qualcosa che comporti costruire.
E mi chiedo come mai da persone che ritengo abbiano una loro cultura (non in senso mnemonico e di conoscenza, quanto in senso realmente e profondamente culturale, di intelligenza derivante dall'acquisizione di idee e non di conoscenze banali), possano cadere nella trappola del ritenere che basta avere una licenza OM, basta avere una radio (acquistata e certo non autocostruita) per poi dire cose al microfono o dietro un tasto ed essere Radioamatori.

Eccerto che non esiste una regola né una legge che vieti di fare questo!
Ci sono motivi ben chiari a chi ha un minimo di discernimento. 
Chi fabbrica e vende apparati ha interesse che questo avvenga e quindi il "mercato" richiede ciò.
Chi vive anche installando le stazioni radio, anche lui ha interesse a ciò.
Chi raggruppa questi individui e li annovera nel numero dei suoi "soci", ha interesse a che ci siano e siano puntuali nel pagare le quote sociali, se poi in radio fanno e dicono cazzate, beh questo non si può stigmatizzare, se no c'è rischio che scappino e vadano da altra associazione. 
Uhm e aggiungiamo anche chi pubblica qualche rivista, ormai marginale, ma ha pur sempre un interesse economico.

I SOLDI, il POTERE.


A scapito della qualità!

 Ma la qualità non interessa, interessa guadagnare, vendere, incassare!

Un tempo c'era chi aveva grandi difficoltà a impiantare una stazione: molti tra i grandi DX'er (non davveo tutti) erano dei completi incapaci e ricorrevano all'aiuto dei colleghi meno grandi DX'er, ma più abili di saldatore. 
Ma almeno, una volta in radio, non erano dei maleducati dediti a dire idiozie e intasare le frequenze di cazzate inutili, almeno, cercavano di collegare il DX.  
Non era fondamentale avere una modulazione Hi-Fi, quanto averne una che "bucasse" il noise ed arrivasse alla stazione DX o permettesse di passare nel pile-up. E comunque c'era una forma di rispetto: anche questi signori DX'er sapevano dentro se stessi, che essere Radioamatori era altro e che loro si occupavano di un aspetto marginale, seppure in modo molto serio ed approfondito (con la forza del loro portafoglio), ma che alla base aveva la RADIOTECNICA e chi la cercava di capire, praticare, imparare.

Radio Rivista (cito quella che per me era "La Rivista", perché è stata il mio sogno quando ero ragazzino fino a che mi sono iscritto all'ARI nel 1973) era piena di circuiti realizzati da persone varie. Poi c'erano i progetti, quelli seri, quelli firmati I5TDJ, I4BBE, I1TEX, I8CVS, I4SN, I0FTG, e via così per citarne solo alcuni che ora la memoria mi riporta alla luce, dimenticandone altri a cui chiedo scusa.
I risultati dei contest, dei field-day, o altre graduatorie, le regole per conseguire i vari  diplomi (non proprio tanti) , erano una parte non eccedente il 30/35% della Rivista, tantomeno la pubblicità, che era sì molta, ma per come dire, stava un po' in coabitazione col resto.
Ma non voglio criticare e parlare solo di casa nostra, QST della ARRL era identica, anche se gli "ammerecani" erano già oltre con la pubblicità. Infatti il consumismo è nato dal concetto loro di "libertà di commercio", ed ora siamo pienamente colonizzati, siamone fieri.


Adesso nulla più di tutto questo. Vediamo mille progetti di fili messi nelle più disparate maniere, circuiti idioti che non servono a gran che, e poi, pressoché il nulla.

Ora se vuoi fare un RTX e non lo fai comparabile con quello commerciale non vale niente, non ha senso presentarlo. Anche sul forum AF dove pare si raggruppi il grosso del "traffico web" amatoriale, dopo una pagina di commenti e complimenti, quando appare uno dei rari monumenti nel deserto, poi segue il nulla, l'oblio, lo squallore.
Nella sezione dedicata all'autocostruzione si parla di balun quando va bene costruiti, altrimenti comprati, di aggiornamento di firmware, di interfaccie fra apparati e PC, ma pressoché mai di COSTRUZIONE.
Nella sezione dedicata al QRP di fatto si parla quasi solodi "attivazioni", oppure di acquisti di nuovi apparati (oggi cinesi visto che costano meno), e di diplomi, ma NON di circuiti.


Allora ancora vogliamo dire che l'essere radioamatore consista nell'usare un apparato? Ma certo, di fatto è così, ma questo non significa che sia la cosa buona per noi e per la nostra Passione!
Il fatto che i giovani non si sappiano rapportare umanamente e abbiano difficoltà ad approcciare una ragazza, mentre siano spigliati nell'uso dei "social" è da tutti ritenuto ormai normale, ma non è detto sia un bene. Entrate in metro a Roma e guardatevi attorno: tutti quelli seduti giocano al cellulare, o  spippolano sui social, o al peggio qualcuno legge un ebook (pochi e rari), pressoché nessuno più legge il giornale o un libro e/o peggio, parla col vicino, tranne casi piuttosto marginali. 
Succede, ormai è la normalità, ma NON E' BENE e sostenere questo è puramente da imbecilli.

Quindi voler dimostrare che in aria basta prendere una radio pagata anche relativamente poco e parlare sia essere radioamatori, mi spiace, anche se accade ogni giorno, non è bene ed è stupido, perché questo porta ad un impoverimento intellettuale e culturale di tanti se non tutti. 


Dimenticavo che la scusa che c'è il lavoro e la famiglia, non reggono, ma si usano. I radioamatori di trent'anni fa (non parlo degli albori e di Marconi, parlo del 1980/90 in epoca di boom commerciale!), avevano figli  (spesso più di uno), mogli, famiglie, padri e madri e lavoravano, talvolta erano anche piuttosto impegnati, essendo qualcuno anche dirigente o professionista, non erano Marconi mantenuto dalla mamma filantropa.
Ma oggi montare un kit in cui i componenti già sono stati scelti e selezionati da altri, è impresa improba perché si ha lavoro, figli, famiglia.

O forse perché, si sceglie di stare alla TV a sbattersi e capire chi vince il Master Chef o le cazzate propinate in modo elettorale al salotto di quei finti giornalisti che prendono una fraccata di soldi alla faccia del gregge prono davanti al video?

Ma si sa, l'errore diventa la legge se si ha la violenza o l'arroganza di pretendere di giustificarlo e chi lo fa notare diventa lui il vero colpevole, quello che sbaglia, quello che non ha diritto quasi a dirle certe cose.

E allora non rimane che acconterntarsi del proprio piccolo gruzzolo di amici con cui condividere quei concetti di cui sopra e parlare di tecniche radio, o di  Radiotecnica, senza arrivare a dover progettare astronavi spaziali, ma anche solo oscillatori, TX basati sul circuito Hartley, VFO, o altro, senza arrivare al DDS, e ringraziare il Cielo che ancora abbiamo questo e ignorare, ignorare la feccia, il gregge, l'immondizia e le cazzate (oggi è una parola che mi viene spesso) che da ciò ne deriva e vivere da Radioamatori, veri o falsi, non mi interessa.




martedì 9 gennaio 2018

Aveva ragione BLA




Alla anagrafe Roberto Mercadante, I0BLA, titolare di licenza OM, autocostruttore e buon operatore radio, di certo non grande amante del CW, eppure dotato di un Ham Spirit da vendere e far ricordare dopo anni. 
Aveva ragione a non impegolarsi in discussioni sterili e senza fine e senza senso alcuno sul "senso dell'essere Radioamatori", o "sull'Ham Spirit", ecc.
Aveva ragione perché non ha alcuna fine la diatriba, ma anche la arroganza di volersi attribuire un termine che tale non è a chi non lo è affatto: chi USA, chi UTILIZZA un apparecchiatura è un UTILIZZATORE. Posso leggere un libro è sono un lettore, posso scrivere, anche per me stesso, senza pubblicare mai alcuna delle mie frasi, ed essere però, uno scrittore, dilettante, ma scrittore.

Invece nel campo radio, dove c'è chi guadagna vendendo apparati, antenne e mille oggetti a questa legati e su questo lucra, chi USA si può appropriare di un termine che non gli compete. Ma vaglielo a dire, si risente, si offende, anzi offende te perché ti arroghi il diritto di puntualizzare. 

Non sento alcuna offesa nel considerarmi un lettore di romanzi, talvolta scrivo, ma non abitualmente, e quindi sono un LETTORE. Non ci trovo nulla di male. Eppure pago fior di soldi nel comprare libri, c'è chi ci guadagna e nessuno sta a discutere sui termini.

Ma tra i radioamatori esiste questa misera arroganza di volersi arrogare meriti che non si hanno. Chi monta un kit non è un autocostruttore, salda e monta un kit; chi si costruisce una qualsiasi apparecchiatura è ben altro. Non c'è nulla di male.
Ma chi accende una radio e la usa, non è un radio-amatore, bensì un radio-utente.
E' chiaro che non si può dire, è chiaro che lede interessi economici di fabbricanti, venditori e...Associazioni che tra questa massa raspano soldi e potere a piene mani, ma è così, può non piacere, può offendere, eppure  è innegabile.

Ma non si deve dire.


E allora, Roberto,  "il BLA",  faceva bene, costruiva, saldava, sperimentava, trasmetteva, faceva la sua vita di OM, con chi lo apprezzava, con chi lo "sfruttava", con chi lo amava; e se gli si chiedeva un parere, una riparazione, uno scritto o qualsiasi cosa servisse a nuovi OM come ai vecchi, la faceva, ma se ne fregava, o meglio stava adeguatamente fuori dalle beghe ed è vissuto nel suo mondo, bello o brutto che fosse.


Beh aveva ampiamente ragione e sono io che sbaglio a farmi coinvolgere, credo in quel che scrivo e non mi rendo conto che il mondo è pregno di ben altro.
Gente che fa passeggiate (anche lunghe) sui sentieri di montagna o ferrate attrezzate e che si arroga il diritto di definirsi alpinisti. Gente che se esce dai segni rossi e bianchi del CAI o chi per lui, si perde e chiama il Soccorso, ma sui giornali vengono definiti escursionisti-alpinisti a seconda dei casi.

L'etere, cioè l'aria in cui transitano i segnali radio e che fu definito così da Aristotele, è pregno di segnali derivanti da apparecchi comprati e che spesso chi emette manco sa come, ma questi sono i "moderni radioamatori". 
Stupido ed ingenuo io a credere ancora a certo spirito e che basti ricordarlo per riesumarlo. 
Il potere del denaro ha comprato le anime e ormai non c'è altro che voltare lo sguardo e vivere le proprie vite sopportando o cambiare frequenza cercando di evitare di ascoltare queste emissioni. 
Ma certo di spazio, nelle bande nostre certe volte, ce n'è poco.

Viene ricordato che ognuno può vivere come vuole, certo e vero finché non lede la libertà altrui. 
Nello specifico ci sono mille radioutenti che apparentemente non ledono la mia libertà, figuriamoci, peccato che se prima erano cento, ora sono centomila, beh, la libertà, indirettamente è stata ampiamente lesa. Ma vince il progresso, il progresso è il dio a cui si sacrifica tutto, l'anima e la dignità.

E quindi si può solo migrare su altre  frequenze o in CW sperando che esso continui ad apparire improbo ai più e che usare un PC per andare in CW venga fatto solo da pochi, i quali preferiscano usare i "modi digitali" e lascino perdere qualche kHz libero  e scassino i  marroni altrove con i loro 599 e basta.

Grande BLA, grande saggio, grande insegnamento.


venerdì 29 dicembre 2017


                                                   Stazione di DL3AO anno 1948



Quando siamo giovani una delle cose che ci appassiona e ci prende dentro (e fuori…) è l’amore, nelle sue varie sfaccettature; intendendo con ciò le cotte e gli innamoramenti che durano anche pochissimo, ma che come intensità credo siano veramente unici e memorabili. Si vivono periodi intensi, o almeno, io li ho vissuti e me li ricordo ancora a distanza di tanti anni; si vivono emozioni, belle e brutte, momenti di esaltazione come momenti di buio profondo, ma tutto in modo intenso.

Allo stesso modo è accaduto per me e la Radio.
Un amore sbocciato quando avevo forse 6 anni e stando a letto ammalato (spesso di influenza), ascoltavo con una vecchia radio a valvole, i programmi in Italiano da Radio Mosca, Radio Budapest & c. e quello mi emozionava, mi pareva di volare fin là.
Poco dopo, verso i 14 anni arrivò anche l’apparato CB a tre canali di cui però uno era un canale poco frequentato e quindi la mia attività si limitava a soli due. D’altronde i quarzi di ogni canale all’epoca (credo anni tra il 1970 e il 1972) costavano mi sembra 3000 Lire la coppia, per me impossibile!
Poi arrivò la licenza OM. Alla fine del 1973. E l’attività con VFO Geloso e 6L6 finale in CW e antenna dipoli vari per le varie frequenze, di cui i 14 i più gettonati, come ovvio.

Ricordo di tutta quella epoca l’entusiasmo e il piacere, vero profondo, intenso, di stare anche ore a girare la manopola dell’RX e dal fruscio tirare fuori il segnale dell’UK5 di turno, magari in 10 m al mattino, ovvero le mille chiamate alle stazioni DX a cui io provavo a mandare la mia chiamata, spesso invano. Eppure ero felice.

Ma non avevo VFO stabile, anzi tutt’altro, il VFO Geloso anche dopo un’ora camminicchiava sempre un po’, oppure camminicchiava il RX (G4/220 per chi lo conosce….un pianto); non avevo la SSB che credevo essere indispensabile, ma tanto non avevo soldi. E non avevo la beam, i DX’er romani a quell’epoca avevano minimo la 3 elementy spesso Msley o HyGain, e chi era forte, la TH6 e quad varie, io dipoli senza balun ovviamente e con ROS-metro costruito con un pezzo di RG58 come accoppiatore direzionale.
Di quell’epoca ho , tra le tante (europee per la maggior parte) anche una QSL che in seguito ho scoperto essere rara: 4W9 se non sbaglio Yemen che ora è “deleted” ed è anche ricercato da molti, o almeno lo è stato. Ma io l’ho collegato credo durante un CQ WWDX contest senza sapere che era un raro DX.
Però in tutto, alla fine, posso dire che ERO FELICE!

Ora sono trascorsi tanti tanti anni, oltre 40.
E stamani riflettevo se qualcosa di quel tempo si più non dico ricreare identica, ma riesumare, o almeno per vivere sensazioni simili se non identiche e ritornare a respirare un “aria” almeno simile.
Da circa 4 anni sono tornato alla Radio attiva dopo un QRX forzato di circa 6 anni. Tronando ed avendo un minimo di possibilità finanziaria che a 18 anni non avevo, per forza, senza togliere nulla alle finanze familiari, mi sono fatto assorbire letteralmente tuffandomi dentro, ad una sorta di sbornia, contagiato anche da amici vecchi e nuovi che spesso ho visto anch’essi vittima del “morbo”. A 18 anni una linea Drake era per pochi “eletti” oggi si trova anche a 600 euro che sono poco rispetto al mercato, tanto per fare un esempio, ma altri ne potrei fare. E così mi sono fatto abbindolare dalle Sirene del “fammelo prendere costa poco e ora posso prenderlo”, ritrovandomi alle volte con troppa roba in casa. Sempre nulla a confronto con chi colleziona, vintage e non e che si bea del “possedere”.

MA!

Ma c’è un “MA”! Ma non posso usare tutto e se uso tutto non suo bene niente.

Allora ho riflettuto molto e molto di recente mi hanno fatto riflettere due dipartite: quella di I0BLA Roberto, mio maestro e mentore, e quella di GM3OXX George, mio amico indiretto, ma esempio nel fare QRPp.
Entrambi, ognuno a suo modo, avevano apparati homemade, a oltranza ed avevano stazioni direi abbastanza spartane, pur senza essere degli accattoni come ero io quando ero studente. Ma allora ero studente...HI
E entrambi erano ben contenti di fare traffico, ripeto ognuno a sua maniera e per quel che interessava il singolo, con quelle apparecchiature.

Allora pian piano ho capito, un po’ “duro de capurzio” come si dice a Roma, che il punto non è nel possedere anche roba che costa oggi relativamente poco per poi non usarla. Non per me.
Leggo su Ari Fidenza di amici che prendono e vendono con ritmi frenetici, appunto, a mio vedere, presi da questa ubriacatura, molto comprensibile, ma che per me ora non ha più alcun senso.
Come, altrettanto, non ha alcun senso l’ultimo grido, apparato don SDR incluso, oppure altro che non so dire.
No, la radio, la MIA RADIO e non pretendo sia e debba essere anche per altri, ma solo mia, è fatta di molto meno, ha bisogno di molto meno, di poco. Senza voler tornare al nulla o quasi dei 18 anni, sarebbe ridicolo, ma per tornare a VIVERE, a RESPIRARE, a godere di queste azioni e farlo profondamente, intensamente, la RADIO, mi basta molto meno.
Un TX per tutte le HF, fatto di un master oscillatore, magari con BC221 di base, un PA che se serve può anche erogare se serve 100 W,ma un TX da 1-5 W in media, un buon ricevitore, tutto homemade, e poco altro. Un po’ di fili.

Magari un RX a copertura continua per fare prove di modulazione (se un domani tornerò alla fonia) o verificare eventuali chirps, e quello ce l’ho un fiammante Siemens E309...Hi e poi, basta, forse un HRO perché è stato il mio primo “vero” RX.
E poi esperimenti, prove, saldature, test, ma il traffico, quello che mi interessa, si può fare benissimo con questo e si fa su TUTTO LO SPETTRO HF.
Poi DDS, GPS disciplined, SDR, digital signal processing ecc. , per me, sono solo giochi che mi distraggono dalla Radiotecnica e che se compro belli e fatti, manco so come funzionano. Un amico di vecchi tempi ha costruito una stazione tutta homemade, sembra un po’ un server (d’altra parte lui è di formazione informatica, quindi va bene), va bene, per lui di sicuro e l’ha fatto tutto da solo, ed è stato molto bravo; ma per me è ancora troppo, e ovviamente non mi azzardo a giudicare l’altrui ma mi necessita per fare il paragone: la stazione di GM3OXX stava su un tavolino di casa tranquillo e normale, nessuna struttura apposita. Lo spazio si usa per saldare, per avere il trapano a colonna, magari, ma per la Radio, a me serve poco.Lo stesso anche per un altro per me grande OM: G0UPL Hans Summers.

E quindi, sta partendo tutto il frutto di questa ubriacatura di ..."gioventù" avanzata, HI!
 
 
Sbagli, cavolate, scemate? Direi solo umana voglia di rifarsi di anni adolescenziali in cui giustamente avevamo quel che serviva, di certo non tablet e Iphone vari, ma poi, siamo adulti e per fortuna ancora con un cervello, e ci si accorge della direzione ridicola e inutile.
Oggi leggo certi annunci su AF da fare paura (a me), in cui c’è di tutto: gente che pretende di vendere apparati vecchi di 40 anni e che sono “come appena usciti dalla fabbrica” e quindi a prezzi che sono un insulto; apparati con l’ultimo ritrovato digitale usati solo un mese; antenne filari commerciali come Windom, ma che non si capisce perché non si fanno da soli, manco si fosse dei mongoli che non sanno tagliare un dipolo e poi autocostruttori che al 90% saldano kit e basta.

Sono cambiati i tempi mi si dice, ed è verissimo, ma posso dire che non sento l’entusiasmo che ho vissuto tanti anni fa e che avvertivo alla sede ARI di piazzale degli Eroi a Roma in tutti, dal più smaliziato come poteva essere Alfonso I0AMU al più novellino come me e il mio amico Carlo ora I0DXX. Ora c’è internet: QRZ.COM, Facebook, What’s up per fare QSO, l’SDR per vedere tutta la banda e non girare la manopola, ma direttamente puntare il mouse, oppure c’è anche la stazione automatica o da remoto.
Questa mi spiace, per me, per la mia misera e cretina opinione, NON E’ RADIO. Questo è solo utilizzo e commercio, ma con la radiotecnica non ha nulla a che fare!
Questo mi spiace veramente.

Non desidero e non mi azzardo a giudicare nessuno, giammai! Non voglio e non posso né risolvere i problemi del mondo, né ne sarei mai all’altezza, bensì voglio vivere godere della Radio, a mia maniera, negli anni che mi è concesso ancora di vivere, che siano tantissimi o pochi non so. 
Posso scegliere e al tempo stesso, tranquillamente fare la gioia di coloro a cui sto o svendendo o addirittura “prestando” in uso gratuito, apparati anche di un certo nome.
Ma sento che desidero onorare chi mi ha trasmesso qualcosa che grazie al Cielo è ben radicato nel mio profondo e desidero continuare a studiare, praticandola, la Radiotecnica.

 


domenica 24 dicembre 2017

GM3OXX SK in onore di George Burt GM3OXX


Lo scorso 20 settembre 2017 George Burt GM3OXX è SK.
L’ho saputo solo 3 giorni fa tramite amico che ha ricevuto prima di me SPRAT, la newsletter del G QRP Club e la notizia, che purtroppo non mi ha troppo sorpreso, mi ha portato però tristezza, visto che una delle colonne di riferimento, del QRP ora non è più tra noi.

Trovo bellissime le parole scritte dall’amico George G3RJV Presidente del G QRP Club su SPRAT, per onorare George Burt e sintetizzarne l’opera in campo Ham.
Persona silenziosamente non avida di onori, eppure grande tecnico, grande QRP’er, validissimo operatore, ma soprattutto RADIOAMATORE VERO.
Poche e semplici le sue regole: andare in aria con apparecchiature fatte da lui e con potenza che non superasse 1 W.

Aggiungo che tutto quel che ha fatto lo ha fatto usando sempre e solo antenne filari!

Lo shack di George era composto di apparati homemade in cui il ricevitore per ogni banda di suo interesse ed attività era un RX di base con IF sintonizzabile ed una serie di transverter dedicati alla QRG relativa.
Null’altro!


Di fronte a queste cose (molte altre ce ne sarebbero da citare), ho fatto alcune mie personali riflessioni.

In generale nel G QRP Club aleggia da oltre 40 anni, a tutt'oggi, uno spirito di semplicità, essenzialità, finanche di minimalismo, senza giudicare il diverso, ma semplicemente “scegliendo” una certa maniera, una certa strada maestra nel settore Ham che di certo non trovo altrove, mai trovata nell’QRP ARCI USA se non in certi luminari quali W1FB, o W7ZOI, o W1CER & c., di certo nemmeno in altri ambiti, specie da noi qui in Italia se non in certe piuttosto rare eccezioni.
Eppure George è stato uno che ha raggiunto risultati notevoli anche nel DXCC, collezionando nel 1978 ben 100 Countries con 1 W di potenza output, e raggiungendo dieci anni dopo la quota dei 200 Countries, sempre con 1 W.
Da notare e sottolineare che George ha usato sempre e soltanto antenne filari!
Sono capaci tutti a fare QRP con beam varie o avere accanto al QRP il transceiver da commutare alla bisogna, ovvero ridurre la potenza del TX per poi alzarla se non si passa..ben altro è avere AL MASSIMO 1 W a disposizione!

Dando un’occhiata allo shack di George nella foto scattata nel 1997, si vede una semplicità, fatta di tutti apparati autocostruiti, con l’ATU a destra in alto, a cielo aperto, ma null’altro se non un RX NRD a sinistra usato come strumento per verificare i segnali su ogni frequenza delle HF servisse.
Sorrido a pensare a quegli shack ricchi di mille apparati o di computer e varie altre cose, che sembrano centrali di controllo avveniristiche e penso che in questo caso, invece, anche solo a guardare questa foto, si respira vero spirito Ham, l’animo del VERO radio-amatore, puro nel profondo, intoccabile ed incorruttibile.

Allora quella semplicità, quella essenzialità di cui dicevo all’inizio, emerge e condisce un’attività veramente di sperimentazione, di esplorazione fatta da un uomo semplice, normale, un “Amatore” come piaceva essere definiti tanti anni fa, e non un banale “utente” come la maggior parte di coloro che sono in aria, è diventata.

Vedo strumenti di misura e non vecchi direi qualcosa di piuttosto moderno, d’altra parte George era un ingegnere ed aveva un lavoro direi dignitosamente remunerativo, non avrebbe avuto problemi a procurarsi apparati commerciali, ma...non ce ne sono! Solo strumenti e scatolette di lamiera, ma spirito Ham da vendere.


Nel 1978 quando lessi dei 100 countries fatti con 1 W da George, gli scrissi, allora ragazzo e ancora piuttosto novizio nel mondo Ham e gli chiesi che apparato usasse e che antenne e ricordo benissimo una lettera in cui George mi descriveva a mano la stazione e l’antenna una double Zeppelin con discesa bifilare. Purtroppo il tempo mi ha fatto perdere quella preziosa indicazione, ma non la QSL di George, rimasta famosa e poi sorpassata negli anni a seguire da altre: mi disse che l’aveva disegnato lui stesso lo schizzo di base, homemade anche in quel campo, quando non c’era alcun PC a fare da supporto.


Mi guardo attorno, leggo forum e post vari in ambiti differenti e… trovo uno snaturamento profondo di quello spirito, lentamente perso, dimenticato e cancellato in nome di “progresso” e “innovazione” che sono solo scuse e specchietti per le allodole: abbiamo venduto l’anima al diavolo e questo oggi siamo ridotti ad essere, dei “consumatori” e questo mi rattrista molto.
Ma tant’è questa è la realtà.

Altra considerazione tecnica stavolta.
Gli apparati di George erano costituiti da un RX di base usato come IF sintonizzabile e da una serie di transverter per ogni banda di interesse.
Questa soluzione ormai considerata sorpassata, usata al più tardi nei vari Collins, è stata annichilita da Up-conversion varie, da SDR e quant’altro eppure George ha usato questo tipo di RX, ha collegato fior di DX e messo a paniere quasi un Honor Roll con UN WATT e ricevendo i segnali delle stazioni con una tunable IF, quel che viene sconsigliato ormai quasi da tutti.
E allora? Cosa ne deriva? Che secondo me va benissimo cercare di migliorare, sta nell’animo dell’uomo, ma, non deve essere PER FORZA dimenticare il passato o peggio scartarlo come sbagliato, giudicarlo inutile, da abbandonare del tutto e quindi da aborrire.
Tutt’altro, anzi, forse andrebbero fatte diverse considerazioni tecniche al riguardo e non bere ciecamente da bicchieri considerati ottimi solo perché sono “up-to-date”.

Essere Radio-Amatore è veramente essere curiosi, avere e provare interesse a capire, sperimentare, provare, anche sbagliando, ma FACENDO.
Un amico che ho conosciuto da poco, un altro vero OM, SV3ORA, sta sperimentando da tempo e migliorando un… “regen receiver” fatto a BJT e JFET, ma composto da pochissimi pezzi, eppure un circuito di ottime performance. Lui è un informatico, potrebbe permettersi un qualsiasi ICxxx o Ftxxx e invece, sperimenta un regen a transistor!

Allora invece di avere sempre paura, nascondersi dietro “ il lavoro”, “la famiglia”, “la vista”, “gli anni”, tranne casi reali di impedimenti concreti, questa scusanti ci frenano e basta e ci fanno perdere la gioia di godere del “FARE” e la soddisfazione di usare un apparato fatto da noi per collegare altri amanti della radio come noi.

Per concludere e rendere omaggio e onore all’amico George Burt GM3OXX a cui sento di dovere molto, penso che l’unico modo di rendergli veramente onore, sia di continuare su quella strada, ma soprattutto con quello spirito, semplice, anche minimale talvolta, soprattutto essenziale, pratico, in silenzio, fregandomene della immondizia che vedo attorno, e cercando di godere dei singoli e minimi momenti che solo la Radio una “certa” Radio può regale e dentro ringraziando sempre per la fortuna che mi è capitata ormai oltre 40 anni fa, a divenire “Amatore” della Radio.

mercoledì 6 dicembre 2017

Il mio personale “Ham-Romanticismo”

Quel che scrivo credo possa far storcere il naso a certi radio-utenti, ma come sempre, ribadisco che non devo vendere nulla, né, quantomeno, vendere me stesso, e quindi mi fa piacere esporre la mia particolare visione dell'attività Ham.

Accendere un ricevitore e ascoltarne il fruscio di fondo, specie se dovuto a valvole (vacuum tubes), in una fredda sera d'inverno o in un piovoso pomeriggio d'autunno, e da quel fruscio estrarne un segnale in CW flebile e tremolante, affetto da QSB, carpire il nome, il QTH, e magari le condizioni di trasmissione, tutto questo ha un fascino, un romantico affascinante modo di prendermi l'animo e farmi sognare, mandarmi in cielo a “vedere” quell'onda che rimbalza dalla ionosfera o al di là dell'orizzonte a “vedere” il segnale partire dal TX del corrispondente.
Usare le cuffie e regolare le manopole del mio RX, magari il notch per eliminare del fruscio e cercare di ascoltare meglio il segnale, regolare il passband, insomma cercare di “estrarre” le parole, seppure in quel linguaggio strano per tanti che è il Morse, è una cosa unica, un qualcosa che è assai difficile rendere a parole.
Ma altresì mandare in aria un CQ, mentre fuori fa freddo, mentre è buio e tu senti come se quella chiamata prendesse il volo e nella notte andasse a posarsi sull'antenna di chi sa chi, ovvero percepire in cuffia quei segnali così tremolanti e affetti da eco, perché provengono da parti del mondo quasi a 180°, come Vladivostok, il Giappone, o la West Coast USA, o la Nuova Zelanda, anche questo è qualcosa che ha un alone romantico e suggestivo che poco ha a che fare con la ragione, ma molto con i sentimenti, con le emozioni.
Osservare quelle foto di stazioni Ham con luce fioca, valvole accese che brillano o quell'azzurrino che si vede quando la RF viene emessa dalla finale del PA, scrivanie con matita e foglio del log vicino al bug o al tasto verticale, o ATU dove le bobine sono avvolte in ari, di un bel rame grosso e l'antenna attaccata con dei bei coccodrilli alle boccole, magari isolate in porcellana, è anche questo parte di quel mondo romantico che amo sognare e di cui nutro la mia anima di Radioamatore, di OM, di appassionato di Radio, prescindendo dalla preparazione tecnica o meno.


Tutto questo non ha nulla a che fare con uno schermo di PC agendo dalla cui tastiera si sa subito al volo da QRZ.COM, il nome e quant'altro del corrispondente, nulla a che fare con frontali di apparati densi di tasti su cui agire per settare vari menù, o tavoli in cui stazioni ben lucide e portate a nuovo, magari costosissimi Collins, ordinati e in fila, completi di altoparlanti e alimentatori dedicati o anche amplificatori, fanno mostra di se stessi e orgoglio e vanto del proprietario.
No, per me, parlo per me, umile e solo e singolo, per me tutto questo non si sposa con l'idea del RadioAppassionato, del RadioDilettante, che può anche essere un ingegnere coi controc…, o uno scienziato brillante, o un professionista di qualsiasi ramo, o un lavoratore brillante nel suo settore, o un uomo qualsiasi, nulla!
Questo ha a che fare con il “sentire” quel qualcosa, avvertire un “aura” che deriva non so nemmeno io da cosa, ma che avverto negli scritti di certi OM e che assolutamente non avverto in scritti perfetti di tanti altri.
Per fare un W9BRD è un figlio d'arte, l'essere OM gli deriva da una famiglia alle spalle, ma lui incarna questo tipo di OM. Un tecnico, un appassionato, qualcuno che nei suoi scritti, forse senza nemmeno saperlo, aggiunge quel valore aggiunto di cui ho detto ora.
Ma altrettanto colgo in certe pagine che raccontano di momenti di vita in mare, scritti da un amico purtroppo ora SK, Adolfo, IK1DQW e che per fortuna sono ormai immortalate su web.


Il Romanticismo che Foscolo avvertiva in certi gesti da compiere e cose da vivere e che gli fecero scrivere versi unici, all'indirizzo di Napoleone, per poi doversi ricredere, deluso. Quel romanticismo che animava anche un uomo fin troppo esteriore come D'Annunzio, ma che sapeva cogliere dei frammenti di qualcosa dato dalla Natura, come certe piogge nel Pineto, o Carducci che vedeva la nebbia salire nella pioviggine. Tutto questo può apparire azzardato ed esagerato, direi anche ridicolo, me ne rendo conto bene, ma mi spiace, è quel che provo di fronte ad una radio, mentre ne ascolto il fruscio, di fronte ad un CQ flebile, in certi istanti, e ringrazio il Cielo di avere questa scemenza di sentimenti, perché questi mi rendono felice e ripagano di ogni delusione, cortocircuito, o mancato QSO, perché rimane quell'aria, quell'aurea, quel sentire. 




Per me questa è la Radio !


Il “mio” senso delle valvole (non affatto vintage)


Si parla e si pensa, tra amici, con se stessi, insomma, la testa non sta ferma (grazie al Cielo) e produce idee e considerazioni e soluzioni a problemi in ballo (ad esempio un trasmettitore QRP per l'SKN attualmente in cantiere) e poi metto nero su bianco.


Stavo pensando o meglio cercando di raccogliere le considerazioni di centinaia di email e varie conversazioni fatte con una piccola cricca di simili, su quale sia il senso, almeno il mio, o il nostro, oggi, anno 2017, nel imbarcarci nello studio, approfondimento teorico e poi costruzione di varie realizzazioni tecniche in campo Ham, fatte con valvole, ossia tubi a vuoto e ne è scaturito un quadro piacevole e per quel che mi riguarda affascinante e stimolante soprattutto.

Le valvole che sono state l'elemento attivo, sotto tante varianti, fino a tutti gli anni '60, oggi, dopo 50 anni sono rimaste confinate ad alcuni settori ben precisi e direi definiti che potrei così sintetizzare:
- appassionati dell'HiFi che giustamente ne apprezzano la capacità tutta inimitata ad oggi, di riprodurre suoni e melodie;
- appassionati di apparati di altre epoche, che siano gli inizi del '900, che siano epoche d'oro dell' Ham, quindi dagli anni '30 più o meno agli anni '70, apparati cosiddetti Vintage in cui vanno a confluire appassionati di restauro, ovvero collezionisti, o normali utenti che provano soddisfazione e gusto nell'usare apparati che magari erano solo dei sogni quando loro erano giovani senza i mezzi economici per permettersi, che so, una linea Drake C;
-appassionati di Radiotecnica che amano studiare, approfondire imparare e capire o esplorare le possibilità di circuiti alle volte anche abbandonati per l'improvviso arrivo dell'ondata immane che è stata ed è quella dello stato solido.

In questo gruppo di sicuro meno numeroso dei due precedenti, ma a mio avviso e per il mio gusto più appassionante, mi ritrovo io.
Trovo assai stimolante discutere e dialogare con OM sparsi qui e là in vari Paesi, Nord Europa, USA e limitrofi, e qualche sparuto isolato italico di problematiche relative ad esempio a regen detector ed alle loro prestazioni che non si è realmente mai esplorato quanto possano essere spinte oltre il noto, ovvero di apparati Minimali, che so RTX realizzati con sola una valvola, e così via.
Ma non si tratta tanto di realizzare delle radio, che siano essere riceventi o trasmittenti, per fare collegamenti e fermarsi là. Anzi, tutt'altro, il QSO rappresenta solo l'atto finale di una strada densa di attrattive e stimoli, per il tecnico, e che cela straordinari segreti solo da esplorare e scoprire via via che la si percorre. Il collegamento è il test fatto sul campo, la verifica di teorie e simulazioni, ma è solo UN atto, l'ultimo.
Esiste un OM tedesco, un ingegnere elettronico che si occupa di moderne tecniche nel ramo delle TLC, che per passione, ha utilizzato le sue competenze (notevoli) in campo CAD e simulazione, quindi utilizzando LT Spice e le se conoscenze e competenze tecniche (anche queste non indifferenti) nel settore “vacuum”, per simulare circuiti a tubi, come RX regen, VFO, RTX vari, che poi verifica nelle sue realizzazioni che utilizza, ad esempio in prove on air, nel QRP MAS test che svolge ogni anno nel mese di Maggio. Leggere una email di questo OM, che si chiama Bernd, è come scorrere pagine di un testo di radiotecnica, dove le tecniche attuali e moderne, il PC e le simulazioni, si uniscono e si utilizzano per sperimentare, studiare, apprendere, CAPIRE circuiti basati su qualcosa inventato tanti anni fa.
Tutto questo per un appassionato della materia è qualcosa che non ha eguali in nessun software dove per forza di cose mi devo fermare a ideare e verificare diagrammi di flusso e routine che siano rapide ed efficienti, per poi dovermi limitare alla esecuzione, ma di certo non posso andare oltre, non posso scendere nei meccanismi intrinseci della “macchina”, se no non arriverei mai.
Ma questa è una opinione e quindi confutabile, o meglio, individuale, ma pur rimane la mia e me la godo e me la vivo.
Quello che mi interessa è individuare con una certa chiarezza e precisione quali siano i meccanismi mentali e psicologici del “perché” una parte del nostro essere Ham sia, per chi scrive, così affascinante, pur non essendo affatto un collezionista, o un appassionato di vintage che si commuove davanti ad apparati classici (se non davanti a certi meccanismi ad esempio, inventati dagli ingegneri della Siemens, della Rohde & Schwarz o della Telefunken, e tutt'oggi perfettamente funzionanti e precisi).

Credo e spero di avere delineato, in modo semplice e, perlomeno per me, chiaro, questo meccanismo che è la base di questa personale passione, esplosa solo qualche anno fa, quando ho potuto riaffacciarmi attivamente al mondo Ham (lasciato in disparte mai abbandonato, ma di sicuro rallentato), solo 4 anni fa.

Una nota romantico-sentimentale, però la debbo aggiungere; ritengo faccia parte dell'animo di ognuno di noi e sta nel vero nucleo nascosto e profondo dell'animo sia del softwerista, sia del tecnico analogico, come del matematico, così come del medico, ecc.
Si tratta di quel qualcosa che ci emoziona come un amore, e che non ha affatto nulla di razionale, ma forse va toccare leve nascoste, angoli bui dimenticati del nostro essere, riconducibili forse ad esperienze pregresse, che so, da bambini, o chi sa, in altre vite, non si sa con certezza.
Questa “cosa” la riassume benissimo un amico di altro settore che scrive: “... a poco a poco quell'odore di legno invecchiato e polvere finisce per diventare l'odore di casa….” e che per me si riassume nelle foto della stazione che un tempo usava l'amico Andy, oggi UR3WA ed un tempo UU1CC.


Quell'odore che per noi è quello della polvere sulle valvole che si scalda, o delle sostanze protettive dei pezzi di apparati riutilizzati, insomma quell'insieme di odori, colori, visioni, sensazioni miste e indefinibili che ci prende e fa stare bene, mentre il tasto emette note CW e l'altoparlante ci porta quelle lontane, affette da QSB, del corrispondente in tarde e fredde sere di inverno e che Battiato sa ben descrivere nei versi della sua “Prospettiva Nievski”:

...studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere …



Questo “avvertire” l'uso della Radio come “più vivo” o “più vero”, di sicuro sensazione individuale, e non necessariamente oggettiva (l'oggettività non esiste mai in realtà, anche se non vogliamo ammetterlo), credo sia simile a quel suono più caldo e più reale che avverte l'audiofilo quando ascolta appunto musica riprodotta da amplificatori valvolari.
Forse nelle valvole c'è un'anima a noi sconosciuta e che si manifesta proprio in questo modo?

Chi sa….






TUTTE le foto sono prese da riferimenti web facenti capo all'amico OM Ucraino Andy Nechaevsky, attualmente UR3WA ed un tempo UU1CC